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Cir rinvia i conti, ai supplementari la trattativa su Sorgenia

Cir prende altro tempo per sedersi al tavolo e trattare con le banche la ristrutturazione del debito di Sorgenia. Il gruppo presieduto da Rodolfo De Benedetti, al pari della controllante Cofide, ha rinviato dal 28 aprile al 5 giugno il cda sul bilancio, così da sfruttare al massimo il termine di 180 giorni concesso dalla legge per l’approvazione dei conti in assemblea, che si terrà non più il 10 ma il 30 giugno. Il cda della holding si sarebbe dovuto riunire lunedì per esaminare il progetto di bilancio ma il negoziato tra le banche e Sorgenia, complici le festività, gli approfondimenti in corso e le richieste di Cir, richiederà altro tempo rendendo impossibile l’approvazione del bilancio di entrambe le società. «Le nuove date consentiranno alla società di tenere conto degli eventuali progressi nei negoziati in corso tra la controllata Sorgenia S.p.A. e le banche creditrici sulla ristrutturazione del debito della società» ha scritto Cir in una nota. Il rinvio, a cui si è accodata Cofide, si è reso necessario anche perchè Sorgenia «non ha potuto approvare il proprio bilancio» in quanto «il processo di ristrutturazione finanziaria non è ancora sufficientemente maturo» e dunque mancano gli elementi necessari per attestare la continuità aziendale. La mancata approvazione del bilancio del gruppo energetico, consolidata integralmente da Cir, «costituisce pertanto un impedimento alla formulazione e all’approvazione del bilancio consolidato di Cir». Le banche hanno proposto a Sorgenia un aumento di capitale da 400 milioni e un convertendo da 200 milioni per ridurre di 600 milioni l’indebitamento, pari a circa 1,9 miliardi. Mentre Sorgenia sta approfondendo i dettagli della proposta, Cir ha inviato agli istituti una lettera con cui formula dei rilievi sugli effetti diluitivi dell’aumento. In sostanza Cir e il suo socio Verbund ritengono che Sorgenia abbia ancora un valore patrimoniale di cui – qualora le banche ricapitalizzassero conferendo crediti – chiedono un riconoscimento. La proposta delle banche, che considerano persi i 377 milioni di patrimonio a bilancio al 30 settembre scorso, prevede invece un azzeramento della partecipazione di Cir e Verbund. Al momento la lettera di Cir, che ha rinviato per la seconda volta l’approvazione del bilancio, non ha ancora ricevuto una risposta da parte delle banche. Il confronto non ripartirà prima che sia trascorso il ponte del 25 Aprile.

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