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LEGACOOP/Lusetti: sarò il presidente di tutti

Mauro Lusetti, amministratore delegato di Nordiconad

«Nel nostro ‘mondo’ non ci sarà mai maggioranza e opposizione, io punto ad essere il presidente di tutti verso il prossimo congresso di primavera, che potrebbe essere l’ultimo». Dopo, se tutto va bene, ci sarà spazio solo per l’Alleanza delle cooperative. Mauro Lusetti, amministratore delegato di Nordiconad e candidato unico alla presidenza di Legacoop, spiega a Labitalia la strategia che seguirà nelle prossime due settimane, fino all’elezione, in occasione della direzione nazionale, del nuovo presidente, che prenderà il posto di Giuliano Poletti, oggi ministro del Lavoro. «Le 59 firme a sostegno della mia candidatura, su 160 membri della direzione nazionale, sono un risultato importante ma fino all’8 maggio farò un ‘tour de force’ tra i cooperatori italiani per allargare il più possibile il consenso intorno alla mia candidatura», spiega. Un ‘viaggio’ non semplice, quello di Lusetti verso la presidenza di un’organizzazione che conta oggi oltre 15 mila imprese cooperative, attive in tutte le regioni del nostro Paese e in ogni settore, con 9 milioni di soci, oltre 490mila occupati e un fatturato globale di quasi 79 miliardi. Soprattutto dopo la ‘spaccatura’ polemica tra Legacoop Bologna e le altre cooperative emiliane, con il ritiro della propria candidatura da parte del patron di Granarolo e presidente di Legacoop Bologna, Giampiero Calzolari. E ‘mal di pancia’ sono arrivati anche dalle coop piemontesi e lombarde, mentre Legacoop Puglia ha chiesto ‘condivisione’. Ma Lusetti guarda avanti e punta a fare il ‘pienò nelle prossime settimane e convincere anche i contrari e gli indecisi sulla sua candidatura, ‘ricucendo’ gli strappi. «Erano sufficienti, da regolamento, per la candidatura -spiega- le firme di un quinto dei componenti della direzione e quindi 32. Io ne ho raccolte 59, quindi quasi il doppio, e questo mi fa assolutamente ben sperare. Poi una cosa sono le firme a sostegno della candidatura, una cosa i voti da ottenere in direzione l’8 maggio». Voti che Lusetti punta ad ottenere lavorando nel ‘solcò della tradizione cooperativa. «Discuterò, mi confronterò e presenterò a tutti -sottolinea- gli elementi programmatici della mia candidatura. Nel mondo delle cooperative si è sempre discusso, a volte ci si è divisi, ma non ci sarà mai maggioranza e opposizione -rimarca- io punto ad essere il presidente di tutti i cooperatori». Un presidente che dovrà traghettare l’associazione verso qualcosa di nuovo e più ambizioso. «Dovremo lavorare in un percorso che ci dovrà portare -spiega- al 39° congresso della Lega delle cooperative in programma la prossima primavera. E se riusciremo a realizzare tutte le attività intermedie che ci siamo prefissati sarà l’ultimo congresso di Legacoop». Un ultimo congresso per andare verso quello che è anche il ‘cuore’ del programma di Lusetti. «L’obiettivo strategico -sottolinea- è realizzare, con Agci e Confcooperative, l’Aci, l’Alleanza delle cooperative italiane, l’eredità che ci ha lasciato il nostro precedente presidente, Giuliano Poletti, oggi ministro del Lavoro della Repubblica. Toccherà a noi raccogliere il testimone, decidere assetti organizzativi, modelli di governance e gli obiettivi di fondo di questa nuova realtà che ci proietterà verso il futuro». Un futuro che, per Lusetti, non potrà fare a meno della tradizione cooperativa e non sarà basato su un modello ‘confindustriale’. «Sarà un Aci in stile cooperative. Noi -rimarca- abbiamo storie e modelli a sufficienza da non doverci rivolgerci verso altri per immaginare il nostro futuro». Futuro che per Lusetti è già cominciato. «In questo momento io lavoro per allargare il consenso il più possibile attorno alla mia candidatura, poi l’8 maggio si vedrà. Dobbiamo concentrarci sulla realizzazione del modello dell’Aci, e aiutare -conclude- le nostre cooperative e lavoratori nella ripresa economica».

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