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Zucchero trionfa al Madison Square Garden con Sting e Jovanotti

È stata una festa tra amici il concerto che Zucchero ha tenuto ieri al Madison Square Garden di New York. Il bluesman italiano ha chiamato a raccolta Sting, Jovanotti, Elisa, Fiorella Mannoia, Chris Botti, Fher e Sam Moore per la tappa clou della tournée che lo ha visto suonare per circa due mesi tra Canada e Stati Uniti. “Abbiamo voluto portare qui la formula del concerto Zu&Co fatto a Londra, nel 2004, alla Royal Albert Hall. Visto il successo, ho deciso di chiamare alcuni dei miei ‘soliti amici'”.

“Soliti” perché, tra Zucchero e alcuni di loro, c’è sia un’amicizia che una collaborazione di lunga data. “Con Sting, poi”, ha continuato il cantante, “c’è quasi un legame di famiglia perché sono il padrino della figlia”. Il musicista inglese è stata la ciliegina sulla torta di un concerto durato tre ore con brani tratti sia dal vecchio che dal nuovo repertorio. Con lui, Zucchero ha duettato in Muoio per te e Every Breath You Take. Con Elisa ha rispolverato Luce, canzone con la quale la cantante ha vinto Sanremo nel 2001, la canzone popolare cubana Guantanamera, con Fiorella Mannoia; poi è arrivato il momento di Jovanotti che gli ha “affettuosamente” rubato la scena improvvisando un rap.

Ci aveva già provato 10 anni fa, nella prestigiosa Royal Albert Hall di Londra, a conquistare il pubblico anglosassone. Ma questa volta, Adelmo “Zucchero” “Sugar” Fornaciari, ha puntato ancora più in alto, portando la formula del “concertone” con ospiti nel tempio mondiale del rock, il Madison Square Garden di New York. La tappa nella Grande Mela del “Zu&Co Tour”, che ha toccato il nord America lo scorso 13 marzo, partendo da Toronto, in Canada, e che si concluderà il 4 maggio in Florida, lo ha visto infatti esibirsi insieme all’amico Sting, oltre a Jovanotti, Elisa, Fiorella Mannoia, Chris Botti, Fher e Sam Moore. Il successo? Garantito, nonostante alcuni timori inziali: “Ho intrapreso questa tournée anche per vedere la reazione degli americani veri verso delle canzoni cantate in italiano. Alcuni mi hanno dato del matto ma alla fine ho avuto ragione, perché la musica parla più delle parole, arriva al cuore della gente”.
Non sono mancati nemmeno dei momento più “famigliari”: la figlia Irene, anche lei cantante, è salita sul palco accanto al padre per un duetto di Like the Sun – From out of Nowhere, versione inglese di Come il sole all’improvviso. La chiusura invece è stata tutta per Pavarotti, con Miserere.

Zucchero ha iniziato il suo tour in nord America lo scorso 13 marzo, partendo da Toronto, in Canada, e lo concluderà il 4 maggio in Florida. Quasi un tour de force che lo ha portato in giro, senza sosta, per oltre 40 città. “È stata una sorta di scommessa con il mio manager”, ha spiegato, “sono voluto andare in posti dove ero poco conosciuto o quasi del tutto sconosciuto. Siamo così stati in città come Winnipeg, Wichita, Lafayette, Seattle e Vancouver ed è stato proprio in questi posti che ho avuto le maggiori soddisfazioni. Ho intrapreso questa tournée anche per vedere la reazione degli americani veri verso delle canzoni cantate in italiano, non dei soliti italiani d’America. Alcuni mi hanno dato del matto ma alla fine ho avuto ragione, perché la musica parla più delle parole, arriva al cuore della gente”.

Come ha ammesso Zucchero, queste esperienze serviranno da ispirazione per un nuovo album: “Con questo tour il mio pubblico americano è cresciuto. Certo, non sono diventato il numero uno qui, né tantomeno sono venuto per questo, ma la stima e il rispetto che ho ottenuto non ha prezzo. Ho vissuto momenti di intensa emozione, ad esempio durante il concerto di Lafayette, in Louisiana. Pensavo non venisse nessuno, invece è stata una bellissima gioia vedere che poi tutti si sono messi a cantare”.

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