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IL PUNTO/ 25 aprile, cerimonie in tutta Italia, tensioni a Roma

Cortei e celebrazioni in tutta Italia per la Festa della Liberazione. A Roma ci sono stati momenti di tensione alla partenza del corteo dell’Anpi. Alcuni manifestanti che esponevano la bandiera israeliana sono quasi venuti alle mani con altri schierati dietro una bandiera palestinese. «Se c’è una bandiera palestinese non parte il corteo», ha urlato un manifestante. «Andiamo, la festa è nostra, viva il 25 aprile!», ha invece esortato il presidente degli ebrei romani Riccardo Pacifici. Fibrillazioni e insulti che si sono ripetuti anche nel corso della manifestazione. «Sembravano tutti impazziti», ha sintetizzato il presidente dell’Anpi Roma, Ernesto Nassi. Episodi che rischiano di far perdere il vista il senso di questa ricorrenza. «Vogliamo celebrare e attualizzare la festa della Liberazione. Il 25 aprile si è liberata l’Italia dal nazifascismo. Oggi dobbiamo liberare Roma dalla cattiva politica, dalla cattiva cultura, dalla cattiva amministrazione», ha ricordato il sindaco della Capitale, Ignazio Marino. A Marzabotto, teatro degli eccidi nazi-fascista compiuti tra settembre e ottobre 1944, oggi era presente la presidente della Camera Laura Boldrini: «La memoria non può essere offesa», e non è permesso a nessuno di «giocare con i ricordi della Shoah». «Bella Ciao» ha scandito le manifestazioni in tante città. A cominciare da Pordenone, dove nei giorni scorsi si è scatenata una polemica per il divieto, poi rientrato, di eseguire il brano. Anche nella vicina Udine si è cantato «Bella ciao» su invito del sindaco Furio Honsell. Stessa colonna sonora Milano alla partenza, nel pomeriggio, del corteo che ha raggiunto Piazza Duomo. Nel tragitto, accese contestazioni, ma nessun incidente, al passaggio della Brigata Ebraica in Piazza San Babila da parte di varie associazioni per la liberazione della Palestina. In mattinata, invece, c’era stato qualche momento di tensione in un quartiere periferico, dove convivono una sede di Forza Nuova e una di Rifondazione Comunista: ad accendere gli animi, uno striscione contro il 25 aprile. No Tav in azione in Piemonte, dove alcuni attivisti hanno celebrato il 25 aprile abbattendo simbolicamente alcune recinzioni di due aree dove sorgeranno due cantieri della futura linea ferroviaria, a Pozzolo Formigaro e ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria. A renderlo noto è stato lo stesso movimento NoTav-Terzo valico, precisando che con il loro gesto gli attivisti hanno voluto «onorare la giornata del 25 aprile: ieri partigiani, oggi No Tav». Ad Aosta malore durante la cerimonia per il presidente della Regione Augusto Rollandin: dopo i controlli in ospedale è stato dimesso.

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