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Scoppia il caso Nieri. Intercettato, prometteva ai Movimenti per la casa che avrebbe “forzato la mano al giudice”

Tranquilla, con i l giudice ci parlo io”. Ci mancava il caso Neri a rendere ancora più incandescenti le giornate in Campidoglio. Dopo le dimissioni dell’assessore Morgante, con l’accordo in extremisi sul bilancio, la sollevazione di dipendenti comunali e vigili urbani. Marino si mette le mani nei capelli, gli alleati Sel sono sempre più pericolosi e il Pd è in preda ad una crisi di nervi. Perché al momento giusto esce la registrazione della telefonata che il vice sindaco (Sel) fa con una indagata, leader del movimento per la casa. Non sarà reato ma è imbarazzante e politicamente suicida. Perché Nieri si occupava di evitare lo sgombero. E le mosse erano concordate con gli occupanti dell’Angelo Mai.. Nieri prometteva che avrebbe «forzato la mano» al tribunale di Roma. L’intercettazione, depositata agli atti del riesame che sarà discusso lunedì prossimo e al vaglio degli inquirenti, è registrata la mattina del giorno successivo allo sgombero, il 21 marzo. All’altro capo del telefono c’è una portavoce degli occupanti, Giorgina Pilozzi. Nieri: «Dobbiamo fare un incontro io e la segreteria del sindaco tra oggi e domani mattina sulla… con l’avvocatura, per capire come procediamo sul passaggio, soprattutto per quanto riguarda la vicenda dell’Angelo Mai, man non solo. Ieri sera abbiamo forzato la mano…». Il riferimento è al fatto che la notte prima il comune era riuscito a far sospendere gli sgomberi utilizzando i poteri di emergenza previsti dalla legge. Pilozzi: «Una volta che loro ve li riconsegnano poi voi potete farne ciò che ne volete, giusto?». Nieri: «Diciamo che già ieri sera noi abbiamo fatto un paio… ieri sera è stato un anticipo di quello che sarebbe avvenuto. E ce li hanno consegnati per rispetto alle due occupazioni. Però veramente in un paio di ore facciamo tutto eh? Va bene». E ancora: «Intanto lì puoi dire che noi stiamo procedendo a quello che abbiamo detto ieri. Praticamente a far ripristinare lo stato precedente ai fatti (sorride)».
Basta anche meno per inchiodare un amministratore pubblico, di questi tempi. L’indagine che ha portato allo sgombero degli edifici occupati in via delle Acacie, del cosiddetto ex Hertz e dell’Angelo Maj e ad iscrivere al registro degli indagati 39 persone di cui 15 per associazione a delinquere, racconta le continue vessazioni, i ricatti, le crescenti richieste di soldi che gli occupanti italiani e stranieri erano costretti a subire da alcuni esponenti del Comitato popolare di lotta per la casa e in particolare dalla leader Pina Vitale. Che, da parte sua, poteva contare su più di un appoggio in ambienti politici di centrosinistra, come spiega la richiesta di sequestro preventivo firmata dal pm Luca Tescaroli. A novembre scorso, Pina Vitale racconta ad un amico di «essere stata a casa dell’assessore alla casa Daniele Ozzimo (Pd). Nell’occasione gli avrebbe detto: ”adesso mi hai proprio rotto il cazzo, o in settimana questa cosa si fa o vi metto in ginocchio come ho messo in ginocchio la destra. Ora comincio a sterminare la Hertz dieci famiglie le prendo a calci fino a fargli male».

Un consigliere comunale del Pd, Giovanni Paris (ma nell’atto si specifica che il riferimento potrebbe essere a un consigliere omonimo), avrebbe poi indicato lo stabile giusto da occupare nella zona del V Municipio. La Vitale lo racconta ad un’altra indagata. Vitale: «Quello del Pd, si chiama Gianni è comunque della corrente di Ozzimo. Dice ”Però il posto, se ve la sentite, che non sia Ostia centro ve lo do io”. Uno ce l’ha già dato a Dragoncello, però ci vanno 6-7 famiglie, ho detto cerca qualcosa di meglio».
A suon di minacce, una parte della battaglia l’hanno già vinta, scrive il pm: «Dall’analisi dell’ultimo bando di concorso per l’assegnazione delle case popolari, risulta l’attribuzione del punteggio massimo a tutti coloro che vivono in alloggi di fortuna, quali strutture messe a disposizione da associazioni riconosciute».
Nieri si difende come può arrampicandosi sugli specchi, l’opposizione chiede l’impeachment. «’Chi amministra è chiamato ad assumere decisioni e talvolta a forzare la mano – dice – . È un dovere per chi intende la politica come un servizio alla collettività e crede nella giustizia socialè. Potrebbe essere una frase estrapolata dall’intercettazione telefonica che mi riguarda e che oggi è stata pubblicata da alcuni quotidiani, invece è un estratto dall’articolo che ho firmato lo scorso 5 aprile sulle pagine de Il Manifesto». «Come è evidente, non c’era bisogno di pubblicare le conversazioni private che ho avuto con un’attivista dell’Angelo Mai nei giorni degli sgomberi del centro culturale e delle due palazzine occupate di via delle Acacie e via Tuscolana, bastava scorrere i miei comunicati stampa e leggere le mie riflessioni. Non c’è alcuna differenza fra le mie conversazioni private e le mie dichiarazioni pubbliche, perché il mio atteggiamento è sempre stato coerente con le mie convinzioni e il mio credo politico. Dalle intercettazioni pubblicate si evince una cosa soltanto, che sono un uomo di sinistra dentro e fuori le istituzioni, ma non credo che si tratti di una notizia esclusiva, è cosa nota da oltre 40 anni – aggiunge Nieri – Il mio numero di cellulare ce l’hanno tutti, perché sono un amministratore vicino alla gente e sono sempre a disposizione di chi ha problemi e affronta difficoltà. È così che interpreto anche il mio ruolo di vicesindaco di Roma, mi faccio mediatore dei conflitti sociali, perché è mio preciso dovere. L’ha detto anche Papa Francesco: un sindaco deve farsi mediatore dei bisogni e dei problemi della sua gente, altrimenti non fa il proprio dovere. Io ho sempre fatto e continuerò a fare il mio dovere, a farmi carico di questioni anche molto scomode, come faccio sin dall’inizio del mio mandato in una città piena di contraddizioni e di difficoltà come Roma. E rivendico con orgoglio questo mio ruolo. Se in città il disagio, in questi anni, è cresciuto tanto è anche perché è mancato completamente il dialogo e il confronto fra le istituzioni e i cittadini. Adesso non è più così, l’amministrazione di Roma lavora fra le persone, per le persone e con le persone. Come è giusto che sia».
«Si era già da tempo evidenziata la contiguità tra aree della sinistra capitolina e i movimenti di occupazione abusiva delle case. In tutto il mondo civile, le case si assegnano in base alle graduatorie di legge.- tuona Sveva Belviso, capogruppo Ncd – A Roma c’è un porto franco, un racket politco-culturale che ritiene di vivere del tutto al di fuori delle regole, e che fa della disperazione della gente un serbatoio di consenso elettorale. Le intercettazioni del vicesindaco Nieri sono agghiaccianti, una vergogna per la città e gettano un’ombra su appoggi occulti che l’amministrazione ritiene di avere. Quando Nieri dice che ci penserà lui a forzare la mano al Tribunale, a chi si riferisce? A chi si riferisce quando dice, parlando con un’indagata: tranquilla al giudice ci penso io?. Ecco, subito chiarezza. Esistesse l’istituto dell’impeachment per un vicesindaco, ebbene per Nieri sarebbe impeachment pieno. Ma ci acconteremmo anche delle dimissioni, purchè immediate. Chiediamo al ministro dell’Interno Angelino Alfano di valutare attentamente la situazione e di intervenire .”
Il consigliere regionale di Fi Fabrizio Santori va ancora più in là. Sono in corso assegnazioni mascherate di alloggi popolari ad occupanti abusivi senza titolo, denuncia. A Monte Stallonara la cooperativa Eriches29 della coop 29 giugno, ha già predisposto le assegnazioni di circa 15 alloggi provenienti dalle occupazioni illegali dell’Angelo Mai». «Abuso d’ufficio e violazione delle normative regionali sull’assegnazione degli alloggi popolari, con questi reati denuncerò alla Procura della Repubblica di Roma il sindaco Marino e il vicesindaco Nieri. Le gravi intercettazioni del vice sindaco, che di fatto dimostrano come il Campidoglio sia in prima linea per evitare gli sgomberi degli occupanti abusivi, sono solo la punta di un iceberg di un sistema marcio che subisce, costantemente, il ricatto dei movimenti per la casa – dichiara Santori, consigliere regionale e membro della commissione Politiche abitative »in merito sta avvenendo a Monte Stallonara e in altri quartieri di nuova urbanizzazione della Capitale dove è in corso una «assegnazione mascherata di alloggi popolari ad occupanti abusivi senza titolo». «L’indagine che ha portato allo sgombero, poi sospeso dal sindaco Marino, degli edifici occupati in via delle Acacie, del cosiddetto ex Hertz e dell’Angelo Mai, fa emergere interrogativi inquietanti che spero possano essere analizzati in profondità dalla Magistratura – prosegue – Alle occupazioni e ai ricatti dei movimenti dell’estrema sinistra per la lotta alla casa sono collegate le decisioni che il Campidoglio sta assumendo in queste ore caldeggiando l’assegnazione di alloggi invenduti nei quartieri di nuova urbanizzazione agli occupanti abusivi. Il successivo pagamento dell’affitto o l’eventuale acquisto dell’immobile sarà poi sostenuto dalle casse comunali e dunque da tutti i cittadini romani, compresi coloro che da decenni attendono l’assegnazione di un alloggio popolare in coda nelle graduatorie comunali. Un caso emblematico si sta verificando a Monte Stallonara dove la cooperativa Eriches29, consorzio facente capo alla coop 29 giugno, fortemente accreditata in Campidoglio, ha già predisposto le assegnazioni di circa 15 alloggi ad altrettanti nuclei familiari per la maggior parte immigrati provenienti dalle occupazioni illegali dell’Angelo Mai e dell’ex Hertz. Molte altre assegnazioni sono previste in tutta la Capitale. Non permetteremo ai protettori politici di 10 capetti, che guidano le occupazioni su Roma, di danneggiare l’erario e calpestare la legge abusando della maggioranza silenziosa dei cittadini più deboli che da decenni subiscono questi abusi ora addirittura istituzionalizzati da Comune e Regione.” Il dado è tratto, i giudici decidano cosa fare. E lo decida anche il sindaco Marino.

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