| categoria: politica

Grillo punta alla Ue, vinciamo e stracciamo i trattati

Grillo all’arrembaggio dell’Europa, da Piombino dove ieri ha tenuto un comizio davanti allo stabilimento siderurgico della ex Lucchini, un gigante morente con il suo altoforno in via di spegnimento. Europa e Pd i bersagli del leader del M5S. Grillo non ha voglia di far ridere e lo dice subito alle due-tremila persone che sono accorse ad ascoltarlo. «Qui stiamo facendo il funerale della mentalità tipica italiana, il funerale della politica. Qui celebriamo la morte dei sindacati. Se siamo qui è perchè voi ci avete creduto, voi non dovete sperare più in questa gente», li esorta. Grillo si mostra sicuro che il target Europa è a portata di mano per il Movimento. «Noi le vinciamo le elezioni e andiamo la in Europa e la rivoltiamo come un calzino questa cazzo di Europa o non ne usciamo più. Non abbiamo bisogno di discutere ma di andare là e stracciare i trattati che ci stanno strangolando, come il fiscal compact, così come strangolano il lavoro di tutta Italia». In mattinata, l’Europa era già stata il bersaglio in un post con l’annuncio di un referendum sull’euro. «Dobbiamo andare in Europa per cambiare l’Italia. Chiederemo (pretenderemo) l’abolizione del Fiscal Compact che dovrebbe sottrarre dai 40 ai 50 mld all’anno al bilancio dello Stato per vent’anni, in altri termini la distruzione dello Stato sociale, dalla Sanità alla scuola, e l’adozione degli eurobond per mettere a fattor comune i debiti nazionali, perchè in una Comunità nessuno deve essere lasciato fallire (e perire) come è avvenuto per la Grecia. Se queste richieste non saranno accettate lanceremo a giugno un referendum per l’uscita dall’euro». A l’Europa, oltre che a sindacati e politica degli ultimi decenni, Grillo imputa anche la responsabilità della crisi del polo siderurgico di Piombino. «Il problema della Lucchini è l’Europa, bisogna risolvere i problemi dei fondi che sono bloccati dalla Germania e dai paesi del nord», ha spiegato ai giornalisti al termine del comizio. E poi gli strali contro il Pd. «Noi siamo qui nel regno schifoso di questa peste rossa. Il Pd è la peste rossa e voi continuate e votarlo… Se credete ancora nei sindacati e nella politica io non voglio il vostro voto», ha minacciato il comico per poi prendersela in particolare con la corrente del premier Renzi: «Chi sono i renziani? I renziani sono un ologramma, sono solo frasi dette in televisione. Non c’è niente di scritto. Non c’è niente che viene riempito dal nulla». Partecipazione numerosa di militanti e singoli cittadini tra cui diversi operai della stessa Lucchini. Solo una breve contestazione nei confronti di una donna che si è presentata presso il palco con un cartello polemico sul comizio elettorale organizzato proprio qui, dove una grande industria siderurgica chiude i battenti lasciando a casa migliaia di persone.

Ti potrebbero interessare anche:

Il premier: "Stravagante e tardiva l'idea dell'inchiesta sulla fine del Cavaliere"
Monti,via alla campagna all'americana: ora dibattiti open
Guerra fredda nel Pd, i big si ricompattano. Fuori i renziani
Letta, "Un'umiliazione per l'Italia, penso alla fiducia"
TOSCANA/ Settecento euro a mille famiglie con disabili, quattro figli o neonati?
FOCUS/ M5S-LEGA, BATTAGLIA SU AMBIENTE. NODO TAV A SUMMIT



wordpress stat