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MOTO/ Argentina, tris per Marquez, Rossi ai piedi del podio

Tre gare e tre vittorie. Questo il bottino di Marc Marquez, in questa prima fase della stagione, nella classe regina del Motomondiale. Il pilota spagnolo sembra non avere avversari al proprio livello. L’unico che sembra poter rimanere vicino è il compagno di squadra, Dani Pedrosa, che lo tallona anche nella classifica iridata, mentre Jorge Lorenzo è lontano a causa dei due grossi errori nelle prime gare. Il maiorchino, che voleva la rivincita dopo avere perso la corona lo scorso anno, non è partito con il piede giusto e Marquez ne sta approfittando. Il pilota della Honda guida senza le sbavature dello scorso anno e riesce, anche dopo una partenza non perfetta come quella odierna nel Gp d’Argentina, a riprendere il controllo di se stesso e della gara, fino ad approdare alla vittoria. Un avversario così è disarmante e per questo Lorenzo ha fatto bene a festeggiare il terzo posto sul podio, meglio di così non sarebbe riuscito a fare. Oltre alla bravura di Marquez c’è anche da registrare la superiorità tecnica della Honda. Nelle prime tre gare le due moto ufficiali di Tokyo sono arrivate insieme sul podio già ad Austin, mentre in Qatar hanno ottenuto un primo e un terzo posto. «La Honda va meglio – ha commentato Rossi – riesce a far lavorare le gomme meglio. A me piacerebbe entrare in curva come fanno loro, ma non posso. Marquez e Pedrosa sono piloti piccolini rispetto a me, e questo già aiuta, ma la Yamaha deve lavorare per colmare questo gap. Anche se la Honda va molto forte, in questo momento il nostro problema non è il motore, ma è da altre parti, dove possiamo intervenire». Battere Marquez, almeno secondo Rossi, era possibile. «Abbiamo fatto una modifica durante il warm-up che mi ha aiutato molto e infatti ho fatto il terzo giro veloce in gara a un decimo da Marquez – ha detto Valentino – per questo ero convinto di poter arrivare sul podio. Purtroppo quando Bradl mi ha buttato fuori dalla traiettoria a inizio gara, ho perso un sacco di tempo. Due secondi solo li, poi ho dovuto ripassare Iannone e Dovizioso e ho perso altro tempo. Questo mi ha tolto la possibilità di stare con i primi e di giocarmi le mie carte. Questa è stata dunque una occasione mancata». Le Ducati si sono fatte vedere soprattutto a inizio gara. Le moto italiane, che dispongono di una scelta più limitata di gomme per via del nuovo regolamento, hanno cercato di sfruttare al massimo il vantaggio della mescola dura, più morbida della extra-hard utilizzata da Rossi. Nonostante questo, Andrea Iannone si conferma in crescita, terminando la gara in sesta posizione con la Ducati del Team Pramac. (ANSA). YQK

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