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L’Alfa Romeo si stacca dalla Fiat? Marchionne ci sta lavorando

Marchionne si prepara a dare maggiore autonomia al marchio “Alfa Romeo”: la casa del Biscione potrebbe essere scorporata da Fiat per accrescerne la visibilità internazionale, portarla a sfondare negli Stati Uniti e sfidare così le case tedesche del segmento “premium” nella difficile lotta per restare a galla nel mare di un mercato europeo ancora asfittico.

Secondo la rivista specializzata Automotive News, Alfa Romeo potrebbe dunque essere scorporata da Fiat per diventare una società indipendente; una indiscrezione sufficiente a far correre il titolo del Lingotto in Borsa. Secondo la testata di settore, il nuovo status di Alfa verrà presentato il 6 maggio quando si alzerà il sipario sul nuovo piano strategico di Fiat-Chrysler. Secondo le fonti che hanno rivelato la notizia, la decisione di trasformare la casa del Biscione in una società stand-alone sarebbe parte del piano di riportare il marchio ai fasti del passato. L’obiettivo è quindi dare una dignità autonoma all’Alfa Romeo, alla maniera di Maserati e Ferrari, con tanto di pubblicazione di risultati finanziari in solitaria.

Non è un mistero che il piano di Sergio Marchionne preveda per Alfa Romeo un rilancio a livello di brand premium, nel tentativo di competere con le rivali tedesche del segmento. Gli esperti del settore sottolineano come sia uno snodo importante anche per i rivenditori americani di Fiat, che

oggi si ritrovano in linea solamente delle “compatte” come la 500 – o al massimo la 500L – ma aspettano con ansia la possibilità di aggiungere vetture di categoria superiore alla loro proposta commerciale. La possibilità di rendere Alfa Romeo un brand di caratura internazionale rappresenta una “pietra angolare” nella strategia del manager italo-canadese: un jolly da non sprecare per riportare in attivo le attività europee del gruppo transatlantico, nato con l’incorporazione di Chrysler.

La sfida non è certo priva di incertezze. L’anno scorso, ricorda ancora Automotive News, le vendite di Alfa Romeo sono scese del 56% a quota 74mila vetture, livelli che non si vedevano dalla fine degli anni Sessanta. Finora i vari piani di rilancio che si sono succeduti non hanno trovato riscontri concreti. A breve si vedrà se la musica potrà cambiare: in rampa di lancio ci sono sei modelli (due suv e due berline – per entrambe le tipologie saranno prodotte una taglia “media” e una “larga” – insieme a un coupe e a una roadster, che riguarderanno gli stabilimenti di Mirafiori e Cassino) ai quali è affidata la risalita della china. In pancia, per avere maggior spinta, ci saranno anche motori sviluppati da Ferrari, nella speranza che il Cavallino Rampante faccia da traino al Biscione.

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