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Seedorf, tante falsità, non voglio il posto di Galliani

Si fa sempre più precaria la posizione di Clarence Seedorf sulla panchina del Milan. Dopo la sconfitta con la Roma, un’altra frattura si è aperta a causa di un’intervista. Non tanto per i contenuti, perchè l’allenatore ha spiegato di «non avere bisogno di conferme ogni settimana» e di «non volere il posto di Adriano Galliani» e di gradire i suoi consigli. Il problema sta però nei modi con cui le dichiarazioni sono state pianificate. L’entourage dell’allenatore spiega di aver informato la società che sarebbe stata realizzata un’intervista con Sky e Gazzetta dello Sport, ma il Milan non ha gradito il fatto che non sia stata concordata, come invece accade di consueto. L’episodio certo non agevola i rapporti già precari fra Seedorf e parte del mondo rossonero, a tal punto che nel pomeriggio si è diffusa anche la voce di un possibile esonero. In attesa della voce di Silvio Berlusconi, che anche oggi non ha parlato di Milan nel suo intervento televisivo a Domenica Live, soluzioni drastiche non sembrano all’ordine del giorno, anche se già qualche settimana fa il club ha preso in considerazione la possibilità di un licenziamento per giusta causa. L’impressione è che la fine della stagione sarà però molto movimentata. Pippo Inzaghi è in pole position per subentrare e nel frattempo molti, anche dentro il Milan, descrivono Seedorf come un uomo sempre più solo. Dal canto suo, però, l’olandese non sembra rassegnato. «Ci sono state tante critiche gratuite. La verità – ha spiegato nell’intervista trasmessa da Sky – è che il rapporto è diretto con il signor Galliani. Con il presidente ci siamo sentiti più spesso di quanto ho dichiarato, anche a Pasqua. Non ho bisogno di conferme ogni giorno, ogni settimana, ogni mese dal presidente o dalla società perchè poco tempo fa mi hanno dato un contratto di due anni e mezzo. Galliani, con la sua ironia, mi disse: ‘Non sono qui per darti un contratto così importante senza pensare che tu possa fare benè. Galliani ci crede, ci credeva, e lo stesso vale per il presidente. Con lui ho un rapporto ben oltre quello professionale». «La società – ha notato Seedorf – era convinta di chi portava dentro e che sarei stato capace con la mia personalità e capacità di gestire anche questo cosiddetto silenzio che forse è dovuto a tante altre cose e non a un problema di fiducia, altrimenti non mi avrebbero dato quel contratto». E le ricostruzioni secondo cui Galliani avrebbe sentito a rischio la propria centralità nel club? «Io non voglio il posto di Galliani, non voglio essere il presidente, il direttore generale o l’amministratore delegato: io voglio fare allenatore del Milan, è quello che mi è stato chiesto e che sto facendo. Gli avevo chiesto di stare più vicino alla squadra. Ha tante cose da fare, non è riuscito a venire spesso come voleva. Ma la vicinanza della società è fondamentale – ha replicato l’olandese – La storia del tutor l’hanno inventato loro, io non ne ho bisogno. Il tutor l’ho avuto in tutta la mia carriera con i migliori allenatori degli ultimi 25 anni. Però i consigli del signor Galliani sono sempre benvenuti e anzi gli ho chiesto di starmi vicino come è stato vicino a tutti gli allenatori del Milan». (ANSA). Y1N-CSN

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