| categoria: politica

Stop alla responsabilità civile delle toghe, si spacca la maggioranza

La campagna elettorale torna a condizionare pesantemente i lavori parlamentari. Accade al Senato, in commissione Giustizia, dove il Pd, insieme al M5S, a sorpresa approva (con 10 sì e 8 no) un emendamento dei pentastellati al ddl sulla responsabilità civile dei magistrati che cancella l’articolo 1, cioè il cuore del provvedimento. Il Pd se la prende con FI che avrebbe forzato la mano per mettere subito ai voti la proposta di modifica per poi gridare al «nuovo asse tra Dem e 5 Stelle». Mentre il centrodestra, che grida appunto «al nuovo asse Dem-5 Stelle», parla anche di «toghe rosse che passano all’incasso» accusando il Pd di non voler affrontare un problema come quello della responsabilità civile dei magistrati che invece «i cittadini chiedono a gran voce». «Anche Renzi – ricorda il presidente della commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma – aveva chiesto che si intervenisse su questo tema. Ora che dice?». E Renzi pronto ribatte: «Finchè i toni saranno da derby ideologico e da campagna elettorale» non ci potrà essere «nessun intervento sulla giustizia». E poi una procedura sulla responsabilità civile «c’è già» anche se ora «è un pò complessa…». «Il fatto – spiega il capogruppo del Pd in commissione Giuseppe Lumia – è che il centrodestra voleva fare campagna elettorale su un tema così delicato come questo e noi non glielo abbiamo permesso». Già, perchè la questione che scatena il vespaio di polemiche, nasce dall’ordine di votazione degli emendamenti. Il Pd, con Lumia, chiede subito l’accantonamento della proposta di modifica dei M5S che abroga l’art.1 anche perchè il relatore del testo Enrico Buemi (Psi) non c’è, è in Calabria con la commissione Antimafia. Ma Nitto Palma rifiuta e chiede che si metta subito ai voti la norma. «Se noi avessimo detto no all’emendamento – spiega Lumia a fine seduta – sarebbe passata la linea che il Pd diceva sì al risarcimento diretto delle toghe, cosa che non esiste in nessun altro paese Ue, mentre i 5 Stelle diventavano i difensori dei magistrati». E «siccome non ci prestiamo a fare campagna elettorale su questi temi abbiamo deciso tutti insieme di dire ok all’abrogazione anche perchè l’articolo 1 così com’era non ci piaceva per niente». «Noi – spiega anche Sergio Lo Giudice (Pd) – siamo per la responsabilità indiretta del magistrato. Il cittadino prima si rivale sullo Stato e solo in seconda battuta sulle toghe». Mentre così com’è scritto l’art.1 del ddl Buemi-Nencini dice il contrario: se il magistrato non ottempera alle competenze della Corte di Cassazione, che vengono riscritte ex novo, l’azione risarcitoria può essere diretta. Risultato: il cuore del provvedimento salta e ora «sarà difficile – osserva Giuseppe Cucca (Pd) – ricomporre un testo organico». È vero che meno di 48 ore fa la Lega, con Gianluca Pini, presenta un emendamento alla Comunitaria alla Camera per introdurre la responsabilità civile diretta dei magistrati, ma il fatto che un provvedimento su questo tema sia stato affossato così, in commissione, fa andare su tutte le furie («davvero o per finta non si sa», si ironizza nel Pd) il Ncd, FI e Gal. Lucio Malan (FI) parla di «colpo di mano» di Pd-M5S. Elisabetta Casellati (FI) di una «nuova maggioranza» nata al Senato. Lucio Barani (Gal) di «una sintonia Grillo-Renzi a difesa della magistratura che continua a prendersela con Berlusconi». Carlo Giovanardi (Ncd) di affossamento« della legge. Mentre l’Unione Camere Penali non ha dubbi: »all’interno di alcune forze politiche«, »nonostante i proclami di cambiamento« resta un »riflesso di protezione corporativa« delle toghe.

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