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Nieri a giudizio, è bufera in Comune. Questa volta se ne deve andare?

Nieri con il sindaco Marino

Riconosciuto da un agente della Squadra Mobile: “L’attuale vicesindaco Luigi Nieri ha preso parte agli scontri avvenuti il 9 gennaio 2010 quando centri sociali, associazioni e movimenti di lotta per la casa manifestarono solidarietà alla rivolta degli immigrati di Rosarno”. Lui si difende: “Si c’ero, ma ero lì, in prima fila, come mediatore”.
Un agente venne colpito alla testa da un sampietrino e due dimostranti finirono in ospedale. Due le cariche della polizia a Largo Esquilino che fecero numerosi i contusi, mentre trenta persone vennero identificate e denunciate per partecipazione a manifestazione non autorizzata. Ora su quei fatti di 4 anni fa per l’allora assessore regionale al bilancio Luigi Nieri si è aperto il processo e dovrà difendersi dall’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Un procedimento che ha portato le opposizioni in Campidoglio a chiedere le dimissioni del vicesindaco. Si tratta degli scontri avvenuti il 9 gennaio 2010, quando centri sociali, associazioni e movimenti di lotta per la casa manifestarono solidarietà alla rivolta degli immigrati di Rosarno. Un agente colpito alla testa da un sampietrino e due dimostranti finirono in ospedale. Davanti a i giudici della V sezione sono dieci in totale gli imputati. Tra questi l’ex consigliere comunale Andrea Alzetta, detto «Tarzan»: le accuse del pm Luca Tescaroli per lui sono le stesse. Altri due manifestanti, tra cui Giovanna Cavallo di Action, sono in un procedimento separato.“Due agenti della Digos ascoltati nell’udienza di lunedì hanno chiarito che il vicesindaco era lì in prima fila in veste istituzionale per calmare gli animi e mediare” dice l’avvocato Arturo Salerni che difende il vicesindaco. Un ruolo di mediatore che è stato più volte invocato da Nieri, punto di contatto dell’amministrazione capitolina con i movimenti che lottano per il diritto alla casa. Mediatore o meno Luigi Nieri comincia ad essere troppo scomodo per Marino e la sua Giunta. Tre episodi nel giro di pochi mesi lo vedono protagonista in negativo, prima l’infortunio del suo portavoce con il curriculum fasullo, poi la intercettazione che lo vede “mediatore” con i leader del movimento per la casa, ora il processo per gli scontri. Un ruolo molto politico e molto poco istituzionale, quello di Nieri, che non mostra segni di ravvedimento. Quanto pesa Sel nel governo del Campidoglio? Il Pd può liberarsi di un compagno di strada imbarazzante?

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