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Lazio-Verona, gol e spettacolo. Ma l’Europa è più lontana

Emozioni e spettacolo, gol e pathos. Lazio e Verona, che pareggiano a suon di reti (3-3) e regalano una sfida d’altri tempi, sembra uno show, come pochi se ne vedono in serie A. I padroni di casa rischiano di vincere senza troppa fatica, poi vedono molto da vicino lo spettro di una sconfitta, infine ringraziano la dea bendata che, con le sembianza di Mazzoleni, concede il rigore del 3-3 finale. Anche la trasformazione di Mauri è tutto un programma: il suo tiro viene respinto da Rafael, che regala un brivido gelido ai tifosi biancocelesti, prima che il fantasista ribadisca a rete. L’Europa resta in bilico per entrambi, scavalcati ieri sera dal Milan di un solo punto, ma ancora più che mai in corsa. Delle due contendenti è il Verona a mangiarsi le mani per avere sciupato un’occasione ghiotta, dopo essersi trovato in vantaggio di gol fuori casa, a una manciata di minuti dalla fine. Quando c’era da nascondere il pallone, i veneti hanno regalato una chance nel recupero agli avversari e la Lazio è stata brava a trasformarla in un’opportunità concreta per il definitivo pareggio. Bravo Klose, a ritagliarsi uno spazio in area, poco lucido Albertazzi a tirargli la maglia. L’episodio resta dubbio, ma è vero che il Verona avrebbe dovuto vanificarlo. La squadra di Mandorlini, dopo essere andata sotto alla mezz’ora (Keita finalizza un contropiede magistrale, avviato da Mauri e rifinito da Candreva), e incassato anche l’1-2, è riuscita addirittura a ribaltare la situazione. E, se Toni fosse stato in serata (ha fallito in almeno tre circostanze facili palle-gol per un bomber del suo calibro), avrebbe potuto chiudere i conti ben prima del rigore decisivo. Il Verona ha anche colpito un palo con Albertazzi a Berisha battuto, ha fallito il 4-2 e il 5-2. Insomma, ha sprecato tanto, tantissimo, e alla fine è stato punito. Questa è l’unica regola incontrovertibile del calcio. I gialloblù hanno sfondato grazie alla dabbenaggine della difesa laziale (emblematico lo scontro fra Biava e Biglia, che aprono la strada dell’1-1 a Marquinho), mentre la Lazio ha fatto più fatica a costruire occasioni da gol. Il divertimento è stato comunque garantito anche dagli errori da una parte e dell’altra, oltre che dalle prodezze dei singoli. Il 2-1 di Lulic aveva fatto illudere i laziali (anche qui errore macroscopico di Marques), poi Iturbe è salito in cattedra e ha siglato il 2-2 con un’azione delle sue. L’argentino è un giocatore che farà la fortuna di qualsiasi squadra europea di alto lignaggio. Entra Romulo e imita il compagno, dando un’impronta personale alla partita e segnando da pochi passi, su dormita di Radu e bella rifinitura di Halfredsson, fra i migliori. Il pepe sta nella coda e la Lazio riesce a evitare una sconfitta che l’avrebbe tagliata fuori dalla corsa per la qualificazione in Europa League. Adesso, invece, potrà giocarsi molto domenica contro l’Inter, ma a Milano. Il sogno del Verona, invece, continua.

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