| categoria: politica

Torino, il dito medio di Fassino ai tifosi del Toro. E scoppia la polemica

Un dito medio alzato con un gesto fulmineo, indirizzato contro la folla color granata che lo stava insultando ormai da una decina di minuti. Così, ieri, come mostra un video pubblicato su youTube dal consigliere comunale 5 Stelle, Vittorio Bertola, il sindaco di Torino Piero Fassino ha “concluso” la sua visita ai tifosi del Torino che commemoravano l’anniversario della tragedia di Superga nel rudere del loro storico stadio, il “Filadelfia”, da anni in attesa della ricostruzione.
Era stato proprio Fassino, notoriamente di fede juventina, a promettere dal palco, nonostante gli insulti che già piovevano dalle prime file, il prossimo avvio dei lavori per la rinascita dell’impianto sportivo: “Sarò pure un gobbo di m… come state urlando, ma sarò io a ricostruire il Filadelfia e questo è quello che conta”. Nonostante l’annuncio, però, fischi e insulti sono cresciuti, finchè Fassino non è sceso dal palco. A questo punto, come mostra il video, ecco il gestaccio sotto accusa (smentito in seguito dal sindaco) che ha acceso ancora di più gli animi, finchè Fassino non si è allontanato (segue dopo il video).

Più tardi il sindaco ha smentito di aver fatto il gestaccio, mentre oggi, in tarda mattinata, ha affidato a un comunicato la sua replica alle critiche: “Ho voluto ieri essere presente al Filadelfia su esplicito invito del presidente della Fondazione Filadelfia e l’ho fatto ben volentieri perché consapevole di quanto il Torino sia parte integrante della storia della Città. Un gesto peraltro apprezzato da molti presenti, tra cui storici cuori granata come Giampaolo Ormezzano e Gian Carlo Bonetto. Un ristretto gruppo di ultras ha invece ritenuto di aggredirmi e insultare me e la mia famiglia preventivamente, persino con lancio di pietre, cosa che ha provocato una mia istintiva e umana reazione, di cui naturalmente mi rammarico. So bene peraltro che quelle violente intemperanze non corrispondono ai sentimenti dei tantissimi tifosi che manifestano la loro fede granata con passione e generosità e verso i quali ho sempre avuto e ho il massimo rispetto. E qualunque mia reazione all’accerchiamento non era certamente rivolta a nessuno di questi veri tifosi. Per rispetto a loro e alla loro storia, al valore della giornata del 4 maggio ero lì e vi sono rimasto nonostante la violenta intimidazione. Questi episodi non devono farci dimenticare che la giornata di ieri era dedicata alla commemorazione del Grande Torino e all’avvio, finalmente della ricostruzione del Filadelfia, di cui questa Amministrazione e il Torino Fc, dopo tanti anni, sono primi protagonisti. Sono questi i valori che contano, mentre non sono in alcun modo tollerabili comportamenti intimidatori e aggressivi, terreni di coltura di violenze che – come si è visto a Roma – portano a tragedie”.

Sulla stessa linea il presidente della Fondazione Stadio Filadelfia, l’ex oro olimpico di sciabola Cesare Salvadori, che aveva invitato Fassino alla celebrazione: “E’ doloroso – commenta – registrare che l’appassionata partecipazione della cittadinanza alla giornata del 4 maggio al Campo Filadelfia sia stata incrinata da una ristretta minoranza di spettatori che ha impedito con atteggiamenti violenti al sindaco Piero Fassino di esprimere il sostegno della Città al progetto di ricostruzione dello Stadio Filadelfia, costringendo quindi l’organizzazione a rinunciare ad altri successivi interventi: un atteggiamento non riconducibile ad un sano campanilismo cittadino ma che trova radici nella insofferenza verso le istituzioni. Auspico che la vicenda sia da considerare un fatto isolato e che si instauri una stretta collaborazione tra istituzioni, tifoseria e società granata per conseguire il comune obiettivo della ricostruzione della Casa del Toro, reprimendo con la dovuta fermezza le situazioni di inutile antagonismo che non fanno altro che nuocere alla Città, ai veri tifosi e in ultima analisi a tutto il movimento sportivo”.

Sempre all’interno della Fondazione Filadelfia, invece, diametralmente opposta la posizione del vicepresidente – e assessore regionale uscente – Gian Luca Vignale: “La migliore risposta al dito
medio di Fassino è il pollice abbassato. Per questo motivo da oggi metteremo in rete la protesta del #polliceverso: chi si sente offeso dall’atteggiamento del sindaco potrà manifestare il proprio sdegno condividendo sui canali social un proprio ritratto con il pollice all’ingiù. Il gesto, e ancor peggio la successiva smentita, sono gravi offese non solo per i tifosi granata: anche di fronte alle contestazioni, chi rappresenta i cittadini non può permettersi di rispondere con l’offesa e la maleducazione”.

Immediate anche le reazioni politiche. Il video è stato pubblicato anche sul blog di Beppe Grillo, mentre il consigliere Bertola, assieme alla collega di M5s Chiara Appendino, definisce l’episodio “l’emblema di un sindaco incapace di gestire il dissenso e incapace di dialogare con una città”. Il candidato “grillino” alla presidenza della Regione, Davide Bono, si spinge a chiedere “le dimissioni” di Fassino. Più sfumata la posizione della Lega Nord: “Chiediamo che Fassino venga in aula a spiegarci il suo gesto – dice il capogruppo in Comune, Fabrizio Ricca – comprendiamo la concitazione del momento e il fatto che a nessuno faccia piacere essere insultato in quel modo, ma la reazione del sindaco ci è sembrata eccessiva”. Anche dalla maggioranza, comunque, arrivano critiche: Marco Grimaldi, consigliere di Sel in Comune e candidato al Consiglio regionale nel listino di Chiamparino, chiede al sindaco di fare ammenda. “Fassino deve chiedere scusa. Se sbagliare è umano – dice l’esponente di Sel – perseverare, se non diabolico, è stupido”.

In difesa di Fassino interviene prima di tutto l’ex sindaco di Torino, e ora candidato del centrosinistra a presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino: “Non ho visto l’episodio, posso capire da quello che mi hanno raccontato che di fronte a certi atteggiamenti uno si possa anche innervosire, ammesso che la cosa sia vera. Il problema è che ci sono certi atteggiamenti dentro e fuori dagli stadi che dovrebbero essere bollati, quelli politici per quel che sono e cioè fascisti, e quelli negli stadi per atteggiamenti da teppisti che andrebbero stroncati. Bisogna smetterla con le società che vivono in combutta con le tifoserie ultrà” (segue dopo il video).

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Anche il deputato Pd Dario Ginefra si schiera con Fassino: “La verità – dice – è che i 5 Stelle non sanno dove mettere le mani, non hanno una singola proposta valida per rilanciare questo Paese”. E il suo collega Giacomo Portas, leader dei Moderati torinesi ed eletto alla Camera nelle liste del Pd, aggiunge: “M5s che attacca Fassino per il gesto del dito medio è ridicolo. Da Grillo abbiamo sentito e visto davvero di peggio. Da quale pulpito parlano i grillini? Per loro vale sempre il principio dei due pesi e due misure. Fassino ha fatto quel gesto perchè sotto pressione, a lui va la nostra solidarietà”.

Il radicale Silvio Viale, infine, preferisce sdrammatizzare: “Quel dito verso un piccolo gruppo di integralisti del tifo ci stava: uno sfottò, quello di Fassino, certamente più elegante dell’animosità dei suoi contestatori. La speranza è che la stragrande maggioranza del popolo granata sia ancora capace di bersi una birra con un bianconero, di mandarsi anche a quel paese di volta in volta, limitandosi all’aspetto sportivo. Ed è curioso che lo ‘scandalo’ sia sottolineato da un rappresentante del M5s il cui leader alza il dito medio verso tutto e tutti, compresi alcuni dei suoi. Di fronte ai bacchettoni dello calcio grido ‘Bravo Fassino!’ Il tuo gesto ti rende persino più umano”.

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