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EXPO/ Bufera giudiziaria, martedì Renzi a Milano

L’Expo di Milano, a meno di un anno dall’inaugurazione, si trova davanti alla crisi più grave che abbia mai affrontato. L’arresto oggi di Angelo Paris – direttore della divisione Construction and Dismantling (ovvero Costruzione e smantellamento) – in un’inchiesta sugli appalti rischia di rallentare i lavori, nel momento in cui occorre il massimo sforzo per recuperare i ritardi del passato. Martedì mattina il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Milano con Maurizio Martina «per rilanciare e rafforzare – ha sottolineato il ministro che ha le deleghe ad Expo – l’impegno di tutte le istituzioni a fianco del Commissario unico», Giuseppe Sala, non coinvolto dalle indagini. Un sostegno che Sala (è anche circolata la voce che potesse dimettersi) ha incassato anche dal governatore Roberto Maroni e dal sindaco Giuliano Pisapia. Dopo la riunione del Cda convocata in via straordinaria questa sera, Sala non ha rimesso l’incarico, ma ha spiegato in un comunicato di sentirsi obbligato «a riflettere a fondo sulle modalità di conduzione di Expo nel suo ultimo anno di preparazione» convinto che «la legalità sia il valore fondante del lavoro di chi opera per il Paese». Ha detto di essersi sentito «sorprendentemente tradito da una delle persone di Expo», cioè Paris, ma ha assicurato di non volersi sottrarre «alla responsabilità che comunque è sempre in capo a chi guida una società». Il commissario farà le sue valutazioni sulle condizioni di lavoro migliori per l’esposizioni nei prossimi giorni, in vista dell’incontro con Renzi. Nel frattempo domani è stata cancellata la conferenza stampa sull’inaugurazione di Expo Gate. «Abbiamo reciso nel più breve tempo possibile i rami malati, proprio per consentire ad Expo di ripartire al più presto» ha spiegato il procuratore Edmondo Bruti Liberati. Ma più che rami, nella società Expo, Paris – ingegnere che aveva già lavorato alle Olimpiadi di Torino 2006 – rappresentava una parte delle radici, uno dei punti principali della gestione operativa. E quindi adesso bisogna correre ai ripari. Ed evitare le polemiche. «I politici facciano il loro lavoro – ha chiesto Renzi esprimendo fiducia nei giudici – e non commentino il lavoro della magistratura». Un invito rimasto inascoltato. Di una «tangentopoli delle grande intese» ha parlato Maurizio Buccarella, capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato che chiede di discutere una nuova legge anti-corruzione e critiche sono arrivate dalla lista Green Italia e dalla lista Tsipras. «L’intervento della magistratura – ha osservato la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi – è prezioso, ma gradiremmo che la pubblica amministrazione avesse la capacità di autotutelarsi e intervenire prima dei magistrati». Secondo il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, però, «pensare che non ci sarebbero stati tentativi di infiltrazione criminale e di interessi particolari in Expo è qualcosa fuori da qualsiasi logica per chiunque conosca la situazione del nostro Paese. Di certo sono stati bloccati in tempo e questo mi rassicura e deve rassicurare tutti

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