| categoria: politica

IL PUNTO/ Speziali, l’uomo a Beirut di Scajola e Dell’Utri

Ma chi è realmente Vincenzo Speziali jr.? Un millantatore o un imprenditore veramente influente al punto da essere in grado di adoperarsi concretamente per far arrivare in Libano l’ex deputato Amedeo Matacena dopo il suo arresto a Dubai ed evitare così che scontasse in Italia la condanna a cinque anni per concorso esterno in associazione mafiosa? Millantatore o meno, realmente influente in Libano o meno, un dato di fatto è che Speziali jr., residente a Beirut, nipote ed omonimo dell’ex senatore del Pdl, potente imprenditore catanzarese nel settore edile, è indagato nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria che ha portato all’arresto dell’ex ministro Claudio Scajola, accusato di avere favorito la latitanza di Matacena. Ma Speziali avrebbe svolto «un ruolo da protagonista» anche nella vicenda del soggiorno in Libano di Marcello Dell’Utri. A rivelarlo, durante la conferenza stampa sull’arresto di Scajola, è stato il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafero de Raho. «C’è qualche identità personale – ha detto il magistrato – in relazione alle due indagini. Si tratta di un personaggio destinatario di perquisizione che ci risulta protagonista nella vicenda Dell’Utri». E quando i giornalisti hanno chiesto al Procuratore di fare il nome del personaggio in questione, la risposta del magistrato è stata: «Speziali». Ci si interroga, dunque, sull’effettivo ruolo nella vicenda Scajola di Vincenzo Speziali, con un passato in politica a Catanzaro, dove alcuni anni fa è stato anche candidato, senza successo, a sindaco (3,9% la percentuale di voti che riuscì a raccogliere). Speziali è sposato con una libanese che sarebbe stata legata da rapporti di parentela con l’ex presidente Amin Gemayel. Rapporti grazie ai quali l’imprenditore avrebbe beneficiato di notevoli entrature nel «Paese dei cedri». Nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Scajola, il giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria, rileva che Speziali ha contattato l’ex ministro con due diverse utenze libanesi. Al termine di una conversazione, riporta l’ordinanza, Scajola chiede a Vincenzo: «lì cosa devo dire?»; Vincenzo: « … quando ci vediamo martedì ti dico tutto, perchè nel frattempo che avranno giurato, io sono in contatto ed avvio subito la questione»; Scajola: «Perfetto!»; Vincenzo: «glielo puoi dire … te l’ho avevo detto, prima di fine febbraio non possiamo fare niente ed infatti siamo nel timing». Lui, dal Libano, contattato dall’ANSA, ha però smentito qualsiasi rapporto con Scajola. «Cado dalle nuvole – ha detto – mi hanno messo in mezzo a una storia che non conosco». E ancora: «Non ho niente a che fare con Amedeo Matacena, non so dove si trovi e Scajola non mi ha mai chiesto nulla in proposito. Scajola si è rivolto a me, ma solo perchè sembrava potesse essere candidato alle Europee e io potessi collaborare alla sua campagna. Mi auguro di poter vedere preso i magistrati per mettere in chiaro la mia posizione». «Non c’è nessuna parentela tra mia moglie e l’ex presidente libanese Amin Gemayel», ha precisato inoltre Antonio Speziali. I rapporti tra la famiglia Speziali e Gemayel, comunque, rappresentano un elemento inconfutabile. A testimoniarlo è la visita che nel marzo del 2012 l’ex presidente libanese fece a Catanzaro, ospite dell’ex senatore Vincenzo Speziali. Una «visita privata», si disse all’epoca, ma la presenza di Gemayel nel capoluogo calabrese fece scalpore per le imponenti misure di sicurezza che la accompagnarono. Gemayel fu ospite degli Speziali nella villa di famiglia a Sellia Marina, alle porte del capoluogo calabrese.

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