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SCHEDA/ “Robertina”Sacco, la segretaria-ombra di ScaJOLA

Chiamare ‘segretarià Roberta Sacco, torinese classe ’71, elegante alter ego di Claudio Scajola, da oggi agli arresti domiciliari dopo l’operazione della Distrettuale di Reggio Calabria, è riduttivo. Da molti anni al fianco dell’uomo politico imperiese e trasversale alle sue fortune – ex sindaco di Imperia, titolare dei dicasteri dell’Interno e delle Infrastrutture, coordinatore di Forza Italia -, Roberta Sacco è diventata qualcosa di più che una semplice passacarte nell’ufficio di via Matteotti a Imperia. Un luogo dove molte decisioni sono state prese, dove molte persone più o meno note sono passate, un fortino che lei presidiava quando il ‘capò era a Roma. Era lei che organizzava le cose che si dovevano organizzare, scorta compresa, che manteneva i contatti quando l’onorevole non poteva. «Bravissima, bravissima» le diceva Scajola al telefono «bravissima Robertina». E lei, premurosa, «può parlare? sta guidando?». Sì, poteva parlare Scajola, per darle le dritte su cosa fare, chi chiamare, cosa dire. Lei, fedele alla consegna e soprattutto riservatissima, a eseguire. Per esempio, su come dare istruzioni ai poliziotti della scorta che si dovevano recare in territorio estero «senza gli attrezzi», ai funzionari di polizia che dovevano rintracciare proprietari di auto «ma senza alzare polverone», oppure più semplicemente spostare capitali, anche ingenti, di cui necessitavano altri. Al fianco di Claudio Scajola, Roberta Sacco compariva assai di rado. C’era, ma non si vedeva come si conviene a un vero alter ego che sia, e possa rimanere, funzionale al suo ruolo. Subalterna sì, perchè sempre ‘segretarià era, ma capace di assumere e incorporare il potere che Scajola aveva stratificato nella sua lunga carriera politica e di gestirlo su onde medie e lunghe: da Imperia al principato di Monaco, in fondo, c’è una manciata di chilometri, centoquaranta andata e ritorno. Doveva fare e faceva e in alcuni casi doveva anche ‘pensarè: «guardi un pò di ragionarci» le fa Scajola e lei, di rimando, «d’accordo, perfetto». E doveva ascoltare, quando Scajola le riferiva telefonate che lei doveva conoscere perchè in fondo i contatti potevano anche ‘saltarè. Roberta Sacco è speculare a Maria Grazia Fiordelisi, un’altra segretaria tra virgolette, che Roberta Sacco conosce e frequenta. D’altronde abitano più o meno sotto lo stesso cielo imperiese e sono a fianco, o meglio nell’ombra, di due uomini di potere: l’una di Scajola, l’altra di Amedeo Matacena. Anche a non volerlo, i destini si sarebbero incrociati.

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