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Donna crocifissa a Firenze, Viti resta in carcere

Resta in carcere Riccardo Viti accusato di aver ucciso una prostituta a Firenze, seviziandola e legandola ad una sbarra. E’ quanto deciso dal gip di Firenze al termine dell’interrogatorio di convalida del fermo. L’esito dell’interrogatorio è stato comunicato dal difensore di Viti, l’avvocato Alessandro Benelli che ha spiegato che sono stati convalidati sia il fermo sia la custodia cautelare in carcere e che i domiciliari sono stati “ritenuti inadeguati”. Perché “grazie ai familiari potrebbe eluderne le prescrizioni”.

Prostituta, salva per abbaiare di un cane – Pensa di essersi “salvata” per l’abbaiare di un cane e il rumore di alcuni passi che hanno messo in fuga Riccardo Viti, la prostituta che ha denunciato di essere stata seviziata nel marzo scorso dall’idraulico fiorentino ora in carcere. “Sarei morta anche io” ha detto la donna all’avvocato Nicodemo Gentile che la rappresenta come persona offesa. “Viti – ha aggiunto – mi ha seviziato ma poi è stato messo in allarme da un rumore di passi e dall’abbaiare di un cane”. Secondo quanto riferito all’ANSA dal legale, al racconto fatto dalla straniera agli inquirenti ci sono “ampi e oggettivi riscontri”. “Viti è un ladro di sesso” ha detto l’avvocato Gentile. “Si è infatti presentato alla mia assistita e a tutte le altre donne – ha aggiunto – in maniera assolutamente normale. Poi, contro la sua volontà, l’ha immobilizzata, violentata e seviziata. Non c’era assolutamente alcun consenso – ha concluso l’avvocato Gentile – a pratiche aberranti e violente”.

Mamma Viti, mio figlio non è una bestia – “L’immagine che hanno costruito di mio figlio non corrisponde alla realtà. Riccardo non è una bestia”. Così la mamma di Riccardo Viti, il presunto assassino della 26enne uccisa a Firenze nella notte tra domenica e lunedì, parlando al telefono con l’avvocato Alessandro Benelli, il difensore d’ufficio del 55enne, come riferisce lo stesso legale. “Ho parlato solo con la madre – spiega l’avvocato – e abbiamo fissato di vederci lunedì. E’ disperata, non si dà pace, dice di non essersi mai accorta di niente”. L’avvocato Benelli oggi non ha potuto vedere il suo assistito e non potrà farlo prima di lunedì quando, come conferma il legale, il gip lo ascolterà per l’interrogatorio di convalida: “credo che il pm chiederà la custodia cautelare in carcere – aggiunge -. Io prima di parlare voglio vedere gli atti dell’inchiesta”. Certo, Viti non dovrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, “sarebbe un controsenso dopo tutto ciò che ha detto nell’interrogatorio davanti al magistrato”. “Resta il fatto che quanto successo – prosegue Benelli ricordando anche l’interrogatorio e le presunte ammissioni fatte dell’uomo – è frutto di un gioco erotico, estremo, ma un gioco erotico praticato con una persona consenziente. E Viti non è certo il primo a fare queste pratiche. Già ieri, durante l’interrogatorio, aveva detto di essere molto dispiaciuto per la vittima”.

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