| categoria: Roma e Lazio

MOVIDA/ 1 – Ordinanza anti-alcol ok: stop vendita alle 22 e consumo in strada alle 24

Ci siamo, l’ordinanza anti alcol già annunciata a fine marzo, passate le elezioni, entrerà in vigore in tutti i quartieri di movida, dove i residenti lamentano il continuo caos notturno. Ma è già polemica e c’è chi la giudica tardiva e inutile. “Il testo è articolato – spiega l’assessore alle attività produttive del Campidoglio Marta Leonori – la norma sarà in vigore dall’inizio di giugno alla fine di ottobre”. Il primo freno è per fruttaroli e minimarket. Così “dalle 22 scatta il divieto di vendita di alcolici da asporto e il consumo nei contenitori di vetro”. Poi si va a colpire il delirio notturno sotto le finestre dei residenti: “Dalle 24 è bandita l’assunzione di alcol nelle aree pubbliche specificate nel documento”. Si potrà proseguire nei locali ma solo fino alle 2, con anticipo di un’ora rispetto alla normativa nazionale. I Municipi interessati dallo stop sono il I, con alcune zone del centro storico e Trastevere, il II con San Lorenzo, il V con il Pigneto, il IX con viale del Commercio e il XV con Ponte Milvio. Per quanto riguarda le singole vie interessate, saranno i minisindaci a doverle specificare al Campidoglio. Poi il sindaco apporrà la firma, ma solo dopo le elezioni di fine maggio. “Il nostro compito è solo quello di garantire un adeguato svolgimento delle serate estive – ha fatto sapere Marta Leonori, assessore capitolino alla Attività Produttive – e non creare un clima da coprifuoco e neppure utilizzare l’ordine come spot elettorale, per questa ragione la firmeremo solo dopo le consultazioni”. Troppo poco, anzi, una misura ridicola, sostiene la consigliera municipale di maggioranza Nathalie Naim. “Tanto rumore per nulla, così è un orario inutile”. Nel mirino della polemica quella mezzanotte come termine ultimo per bere in strada, “doveva essere le 22, come in tutti paesi civili”.

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E, ci tiene a sottolinearlo, “come era stato chiesto dal consiglio municipale e comunale”. “A cosa servono i consigli se gli indirizzi votati vengono regolarmente disattesi?”. E poi la provocazione: “Sciogliamo i consigli e teniamo solo le giunte municipali, così i cittadini risparmiano, tanto non veniamo ascoltati”.

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