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FIALS/ Policlinico, troppe spese extra. La Regione provveda ad una verifica

Domenico Alessio, direttore generale del Policlinico

“Gli impegni di spesa che il direttore generale del Policlinico Umberto I ha consentito nell’ultimo periodo lasciano davvero perplessi non tanto per l’ammontare di risorse quanto per la metodica che, in clima di spending review, non è assolutamente cambiata ma ricalca espressamente una situazione gestionale discutibile. La Regione Lazio dovrebbe provvedere in via precauzionale a una verifica del manager Domenico Alessio. Noi, dal canto nostro, ne chiediamo le dimissioni immediate e irrevocabili”.
E’ quanto riporta la nota della segreteria provinciale di Fials in seguito a uno studio dettagliato dei documenti siglati negli ultimi due mesi dal direttore generale dell’azienda Policlinico Umberto I, compreso l’assestamento di budget relativo a febbraio scorso.

“Tra le spese che ci lasciano decisamente imbarazzati e che contano decine di migliaia di euro ci sono quelle che il manager Alessio continua a fare per seguire i vari procedimenti legali dell’azienda quando invece, all’interno di questa stessa azienda c’è tanto di avvocatura che viene a costare circa 1 milioni di euro l’anno. Diversamente il Policlinico rispetto ai contenziosi risolti sta pagando negli ultimi tempi fior di interessi pregressi e comunque dovuti – prosegue la nota Fials -Solo nell’ultima settimana ha versato nelle casse di un’azienda privata 28 mila euro”.

“Altra nota dolente sono gli affidamenti diretti cui il manager provvede senza le procedure di gara invocando vincoli d’urgenza: non ultimo l’affidamento fino alla fine dell’anno del servizio di accoglienza, informazione e call center. Senza contare il dispendio di risorse per servizi non sanitari presente nell’assestamento di budget. Mentre diminuiscono i costi di gestione e di manutenzione ossia i servizi reali che possono essere di affiancamento all’offerta sanitaria aumentano quelli non sanitari. Tra le cifre che peraltro ci lasciano assai perplessi ci sono i 65 mila euro di spese di rappresentanza che vorremmo vedere con tanto di fatture affiancate”.

“Sappiamo bene che questa sarà una chimera ma, diversamente il governatore del Lazio Nicola Zingaretti potrebbe invece pretendere di avere accesso a tutte le documentazioni che attestano l’operato del manager settantacinquenne – conclude la nota Fials -. Ed è per questo motivo che ci batteremo affinché le autorità competenti provvedano a valutarne e controllarne l’operato alquanto bizzarro”.

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