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Ulissi primo. Evans maglia rosa, al Giro è nato un campioncino

Diego Ulissi della Lampre Merida ha vinto l’ottava tappa del Giro d’Italia, la Foligno Montecopiolo, 179km con arrivo in salita e diversi gran premi della montagna di prima categoria, tra cui il Cippo di Carpegna (13.58 metri) e, appunto, il Montecopiolo (.1235 m.). Cadel Evans della Bmc, arrivato nel gruppetto dei primi, che comprendeva anche Ivan Basso, ha conquistato la maglia rosa. L’altro australiano, Michael Matthews, che fino a oggi aveva indossato la maglia rosa, è arrivato all’arrivo con un forte distacco dai primi.

Evans in classifica generale precede di 57” il colombiano Rigoberto Uran (Omega Pharma Quick Step) e di 1’10” il polacco Rafal Majka (Tinkoff Saxo). Domenica è in programma la nona tappa, la Lugo-Sestola di 172 km.
Dopo la stoccata di Viggiano, Diego Ulissi concede il bis quindi sulla prima salita vera del 97esimo Giro d’Italia, quella che era sede d’arrivo dell’ottava tappa, la Foligno-Montecopiolo di 179 chilometri. Sotto gli occhi ammaliati del ct Davide Cassani, e sulle strade di un mito come Marco Pantani, il 24enne di Cecina, punto di forza della Lampre-Merida, compie un altro capolavoro, conquistando il suo terzo centro nella corsa rosa. Dietro la sagoma di Robert Kiserlovski c’é la sua maglia blu-fucsia, e quando ai -300 metri viene risucchiato il francese Pierre Rolland, il croato sembra lanciato verso i baci delle miss.

Invece, Ulissi tiene duro, si mette in corsia di sorpasso e riesce nella grande impresa. Secondo il croato della Trek, terzo a 6« l’olandese Wilco Kelderman (Belkin) davanti al grande favorito per la vittoria finale, il colombiano Nairo Quintana (Movistar). Che però vede indossare la maglia rosa ad un altro big come Cadel Evans (Bmc), quinto ad 8» ed erede del connazionale Michael Matthews, che perde la casacca di leader già sul Carpegna, lui che ‘arrampicatoré proprio non é. Due gli italiani nella top-ten: settimo Domenico Pozzovivo (Ag2r), nono Fabio Aru (Astana), che ora si ritrova capitano del team kazako per l’uscita dalla graduatoria di Michele Scarponi, fortemente penalizzato dalla caduta di Montecassino. In classifica, l’australiano Evans ha un gap di 57« dal colombiano Rigoberto Uran (Omega Pharma-Quickstep) e di 1’10» dal polacco Rafal Majka (Tinkoff-Saxo); quinto Aru a 1039«, sesto Ulissi a 1’43», decimo Pozzovivo a 1’50«.

Al km 23 nasce la fuga a dieci che caratterizza la giornata, composta da Julian Arredondo (Trek), Marco Bandiera (Androni), Julien Berard (AG2R), Stefano Pirazzi (Bardiani), Carlos Quintero (Colombia), Mattia Cattaneo (Lampre-Merida), Mauro Finetto (Neri Sottoli), Perrig Quemeneur (Europcar), Edvald Boasson Hagen (Sky) ed Eduard Vorganov (Katusha). Il vantaggio dei battistrada sale ad oltre sei minuti perché il gruppo lascia fare, poi sul Carpegna la compagnia si screma e, davanti, restano Pirazzi, Arredondo e Quemeneur. Dietro restano Boasson Hagen e Quintero, il ritmo del plotone é fatto dall’Ag2r per tenere avanti Pozzovivo. A 38 Km dal traguardo va via Arredondo, vincitore quest’anno di due tappe al Tour de de San Luis, che riesce a svettare sia sul Carpegna che a Vittoria del Lago. Rolland prova a fare il numero e si invola con Pirazzi all’inseguimento del colombiano, ripreso dal francese ai 2,6 Km dalla fine e lasciato di sasso ai -1,7. Il gruppo però é nelle vicinanze: Landa rompe gli indugi, Moreno riprende Rolland ma alle sue spalle incombono Kiserlovski e Ulissi, con l’azzurro pronto a fare festa per la sua doppietta al Giro.Domani, domenica, si conclude il trittico appenninico con la nona tappa, la Lugo-Sestola di 172 chilometri con un altro traguardo in ascesa.

«Avevamo deciso oggi di fare una gara passiva perché il Carpegna, per le mie caratteristiche, è una salita troppo dura». Diego Ulissi racconta così le emozioni a caldo per la sua seconda vittoria al Giro d’Italia. «Mi sono difeso, sono rimasto agganciato ai primi – spiega il toscano della Lampre-Merida a Raisport – ma le salite finali erano adatte alle mie caratteristiche. Ieri sera ho deciso di montare il 52 davanti così da sprintare con maggiore abilità. Avevo le gambe che mi esplodevano ma ce l’ho fatta, sono abbastanza incredulo».

Ho preso la maglia rosa ma, più che alla classifica, sto pensando a Trieste». Così l’australiano Cadel Evans commenta la conquista della maglia rosa al termine dell’ottava frazione. «Oggi la tappa era corta – spiega il capitano della Bmc a Raisport – ma tutti stanno pagando la fatica dei giorni scorsi. Il distacco maturato sugli altri rivali lo devo al gran lavoro della squadra. Oggi sono salito regolare nel finale e un gran Steve Morabito ha fatto un lavoro incredibile».

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