| categoria: sanità Lazio

La guerra del parto in casa. Ginecologi: “Altolà a Zingaretti”

“Il parto in casa è una procedura difficile da gestire, che non rispetta i moderni requisiti di sicurezza e non risponde neanche a una logica economica”. Non usano mezzi termini i ginecologi italiani nel commentare la decisione della Regione Lazio di sostenere questa scelta di coppia con un rimborso spese fino a 800 euro.

Una scelta che secondo i medici specialisti non ha basi scientifiche e può portare a situazioni pericolose. “Nei Paesi del Nord Europa, quando una donna decide di partorire tra le mura domestiche, fuori dalla porta di casa viene parcheggiato un centro mobile di assistenza che rimane a disposizione per tutto il travaglio. Inoltre, viene riservato un posto nell’ospedale più vicino. Senza queste fondamentali precauzioni, dare alla luce un bambino in casa diventa estremamente rischioso”.

Anche il parto all’apparenza più tranquillo può tramutarsi dunque, da un momento all’altro, in un’emergenza. “Il nostro Paese non è pronto per questa pratica – commenta così il prof. Paolo Scollo, Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) – secondo lo studio del Servizio sanitario britannico le donne dovrebbero essere under30, già madri, senza malattie esterne e con una gestazione perfetta – aggiunge il prof. Scollo – ci stiamo battendo da anni per la chiusura dei punti nascita che rimangono sotto i 500 parti l’anno: la scelta delle Regioni che prevedono il rimborso spese percorre esattamente la strada opposta, parcellizzando in modo esponenziale i punti nascita, che diventerebbero difficilmente controllabili. Inoltre, con una logica anti-economica: i risparmi si hanno se concentri i parti in meno strutture”.

“Chiediamo – conclude il presidente della Sigo – quindi ai Governatori di fare un passo indietro: come Società scientifiche che riunisce tutti i ginecologi italiani siamo pronti a collaborare per trovare soluzioni più idonee alla realtà del Paese, senza seguire tendenze che non ci appartengono”.

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