| categoria: Cultura, Senza categoria

TEATRO/ In Italia 1300 compagnie amatoriali, danno lavoro anche a professionisti

Ventimila tesserati e 1.300 compagnie iscritte. Un bilancio che, per il 2013, si attesta sui «500mila euro, frutto della contribuzione delle compagnie e dei tesserati», cui si aggiunge un contributo, sempre per il 2013, «da parte del Fus di 9mila euro». La Fita, la Federazione Italiana Teatro Amatori, affiliata all’Agis, «è in crescita» ed è in grado «di creare lavoro anche per i registi o gli attori professionisti». Parola di Carmelo Pace, presidente della Fita, che fotografa questa peculiare realtà del teatro italiano «L’obiettivo delle nostre compagnie, che si autogestiscono, è quello di fare teatro: lavorando nel proprio territorio -racconta Pace- riescono a trovare spazi per realizzare e rappresentare i propri spettacoli. Oltretutto, il numero degli spettacoli è in crescita». La Fita, fondata nel 1947, di fatto, è «una realtà a costo zero che però produce lavoro. L’indotto -rimarca infatti Pace- è consistente: le nostre compagnie, tanto per fare un esempio, affittano le sale in cui si esibiscono. Non tutte le compagnie, d’altro canto, hanno un parco luci a disposizione che quindi sono costrette ad affittare. E ciò, evidentemente, movimenta risorse». Le compagnie amatoriali, afferma ancora Pace, «offrono l’opportunità di lavoro anche agli attori professionisti. È frequente, infatti, che una compagnia amatoriale si rivolga ad un regista professionista che, ovviamente, viene pagato». Scendendo nel dettaglio, l’attività della Fita contempla «aspetti sindacali e di assistenza per tutte le compagnie del teatro amatoriale. Curiamo -rimarca il presidente- anche aspetti di promozioni del teatro, soprattutto tra i giovani, grazie ad un rapporto di collaborazione all’interno dell’Agis, con Agis Scuola e tramite loro, con il ministero dell’Istruzione. Facciamo parte, infatti, di un tavolo tecnico del ministero dove si cerca di dare forza alle iniziative che tendono alla promozione del teatro al di là dell’aspetto artistico, ma come forma educativa e sociale nella scuola». Ciò che è importante per noi -dice Pace- al di là dei numeri, è il radicamento nel territorio, tanto è vero che siamo organizzati in comitati regionali e provinciali. L’unica realtà nella quale non siamo presenti è la Valle d’Aosta. Una delle regioni numericamente più forte è il Veneto e, a seguire, la Sicilia e la Lombardia». La Fita, inoltre, punta tutto sulla promozione dell’attività teatrale messa in atto dalle compagnie che vi aderiscono. Una promozione che, ogni anno, si rinnova in particolare nel corso della Festa del Teatro. Quest’anno l’appuntamento è a Civitanova Marche dal 29 settembre al 5 ottobre. «La Festa – osserva il presidente della Fita- è un evento annuale aperto a tutti i nostri tesserati che ha una funzione promozionale nel territorio. Puntiamo, infatti, ad organizzarla ogni volta in un luogo diverso». Nel corso della manifestazione, si svolgono seminari sul teatro e sulle tecniche teatrali, vengono organizzate mostre e atelier dove vengono esposti foto, costumi di scena e locandine. L’occasione serve per promuovere gli autori della Federazione con incontri di studio e convegni sul ruolo del teatro amatoriale. Una vera e propria kermesse che si giova della collaborazione delle istituzioni locali. Collaborazione che, sottolinea Pace, è a «macchia di leopardo. Ci sono istituzioni più sensibili e molto attente alla nostra realtà: la Regione Marche, oramai da anni, ha una convenzione mirata a recuperare i suoi teatri. D’altra parte, è conosciuta anche come la regione dei cento teatri».

Ti potrebbero interessare anche:

Telecom chiede i danni a Tronchetti. Lui: mi tutelerò
Latina, chiuso reparto di Medicina generale del Goretti. Per la scabbia? No, mancano gli infermieri
La Bolla di Celestino V sarà esposta all'Expo 2015
ROMA/ Costringevano la figlia dodicenne a prostituirsi, arrestati
Con l'adozione di un cane si allunga la vita ai cardiopatici
Crocieristi da Civitavecchia in tour a Viterbo?



wordpress stat