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Per il Milan addio all’Europa, il sogno dura pochi minuti

El Shaarawy

Il Milan dopo 16 anni dice addio all’Europa conquistata invece dal Parma: i rossoneri sono stati sesti per alcuni minuti (quando la Fiorentina è passata in vantaggio e prima che gli emiliani sbloccassero il risultato) in una giornata dal finale non scontato. Poi, i risultati dagli altri campi hanno escluso il Milan che conclude all’ottavo posto con 57 punti. Nonostante la delusione per il mancato aggancio all’Europa League, arriva un’altra vittoria di Clarence Seedorf per l’ultimo atto del Milan a San Siro contro il Sassuolo sconfitto per 2-1 in una partita dal finale concitato e condizionata nel finale dalle decisioni dell’arbitro Valeri: espulso prima Mexes, poi Cannavaro, infine De Sciglio per un fallo inesistente su Sansone e conseguente rigore per il Sassuolo. Alla fine applausi e cori per Seedorf il cui destino è appeso davvero a un filo e restano ben poche le possibilità che rimangano sulla panchina rossonera. Questa sera Mauro Tassotti gela i tifosi, annunciando che potrebbe anche decidere di lasciare. Adriano Galliani non vuole parlare di allenatori che vanno e vengono ma il nodo sarà sciolto molto presto, forse nei prossimi giorni, sicuramente entro il mese. Il bilancio dell’era Seedorf è di 11 vittorie, 2 pareggi e sei sconfitte, in tutto 35 punti contro i 22 di Allegri (5 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte). Un buon bottino che però non basta a garantirgli la permanenza. Le ‘picconatè di Berlusconi (più possibilista negli ultimi giorni), il ‘fuori ondà di Galliani, qualche malumore di troppo nella squadra non lasciano ben sperare. Nel frattempo, Balotelli resta in panchina dopo una settimana movimentata e depressa. Al suo posto c’è Pazzini (per lui un gol annullato per fuorigioco) ma la partita si decide dopo poco secondi grazie a un siluro vincente partito dal sinistro di Muntari. Il Sassuolo – appagato dopo aver conquistato la matematica salvezza – non combatte e mostra poco orgoglio almeno nel primo tempo. Si inceppa Berardi che segnò ben quattro reti al Milan nella partita di andata costata l’esonero ad Allegri. Una occasione capita ad Ariaudo ma al 27′ De Jong mette al sicuro il risultato con una punizione a giro deviata dalla barriera (Zaza). Abbracci con Seedorf. Il Milan domina un Sassuolo demotivato che però cresce nel secondo tempo. Tra i rossoneri bene Taarabt e Rami con il francese che si distingue in difesa per una magistrale chiusura su un vivace Zaza. Scatta l’ora di El Shaarawy, un gran ritorno fra l’entusiasmo di San Siro, poi in campo anche Balotelli, piuttosto anonimo per tutti i 17 minuti giocati. Pomini nega al Faraone la gioia del gol. Al 23′ Mexes, già ammonito, si fa espellere per un fallo inutile su Berardi. Subito dopo la mezz’ora, si mette in evidenza Pazzini che sciupa una buona occasione. Risponde al 38′ Zaza che segna ma il gol viene annullato per il fuorigioco di Masucci. La partita si riscalda con due espulsioni in pochi minuti: al 41′ Cannavaro stende El Shaarawy e al 44’ tocca a De Sciglio che ferma Sansone in maniera regolare ma l’arbitro Valeri lo espelle e fischia il rigore tra le proteste dei rossoneri. Segna Zaza e la partita si chiude con il saluto dei rossoneri sotto la Curva. Seedorf manca – per un punto soltanto – un risultato che poteva essere storico in una stagione avara di soddisfazioni e tutta in salita. Resta l’amaro in bocca perchè il traguardo dell’Europa poteva essere centrato. Chiuso il campionato, per Seedorf resta un’ultima partita da giocare, quella per la sua panchina.

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