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E adesso dateci un fisco che abbia umanità e buon senso

Ci avevano ammannito una immagine di fisco umano, pronto a capire, a comprendere. Ci hanno imbrogliato. Lo Stato, l’Agenzia delle entrate, Equitalia sono diventati tutti insieme il peggior nemico del contribuente, del cittadino. Al di là dei richiami al senso del dovere e alla legge ci siamo trovati spesso di fronte un avversario inflessibile, senza pietà, talvolta completamente ottuso, sanguinario. Inutile fare del buonismo, c’è chi evade di grosso, chi froda in modo massiccio e continuativo, ma ci sono anche le mille miserie di chi si arrabatta e cerca comprensione, sconti, dilazioni. La mancanza di pietà ha sconvolto l’opinione pubblica e ha scavato un solco ancora più profondo di quel che c’era tra fisco e cittadino. Befera ha interpretato tutto questo, ha obbedito agli ordini, diciamo pure che non ci ha messo del suo. E l’ordine era cinico, freddo, disincantato: bisogna drenare risorse, incassare ad ogni costo, e pazienza se l’operazione comporta degli spiacevoli effetti collaterali. Si potevano seguire altre vie? Probabilmente sì. Ma si è scelto in altro senso e si è scelto male. Dopo Befera un fisco che abbia umanità e un pizzico di buon senso? Renzi dovrebbe pensare a questo per salvare l’ìItalia

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