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Amministrative in Inghilterra. E’ boom degli indipendentisti dell’Ukip

In Gran Bretagna esulta Nigel Farage, leader del partito euroscettico Ukip che ha guadagnato un netto avanzamento nelle elezioni locali britanniche, portandosi a casa seggi sottratti tanto ai conservatori del premier, David Cameron, che al Partito Laburista. Dai primi risultati delle elezioni locali svoltesi venerdi’ in gran Bretagna, in concomitanza con le europee, risulta che Nigel Farage ha indebolito la presa del Labour Party nel nord industriale, ha sottratto alcuni municipi-emblema dei Tory e ha fatto collassare i Liberaldemocratici.

Il successo dell’United Kingdom Independence Party, che vuole portare la Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea, e’ destinato ad aumentare la pressione su Cameron e a irrigidire il suo approccio riformista all’Ue; ed e’ un segnale che il partito euroscettico ha probabilmente fatto bene anche nelle elezioni per il Parlamento europeo.

Secondo i risultati parziali, l’Ukip ha conquistato nuovi seggi in misura maggiore di qualsiasi altro partito. L’agguerrito leader, Nigel Farage e’ stato capace di drenare sostegno da tutti e tre i principali partito politici, facendo leva sul diffuso malcontento e l’insoddisfazione nei confronti del politici, che evidentemente non appaiono in grado di attuare cambiamenti, a cominciare dall’immigrazione. Il suo partito ha ottenuto forti guadagni nei ‘templi’ dei conservatori, come Essex, ma anche nelle roccaforti laburiste Birmingham e Rotherham.

OLANDA – In Olanda, dove per le Europee si è votato oggi anche se lo spoglio non inizierà fino a domenica sera, gli exit poll danno il partito euroscettico di Geert Wilders al terzo posto, dopo mesi in cui aveva condotto i sondaggi.

Gli exit poll, diffusi dalla tv Nos, danno testa a testa i Cristiano-democratici del Cda e i liberali del D66: al Cda andrebbero 4 seggi, come al D66, mentre al PVV solo 3. Al Pvv andrebbe il 12,7% dei consensi (meno 4,3%) dietro ai cristianodemogratici e alla sinistra liberale, entrambi in calo ma attorno al 15%.

Gli euroscettici di Wilders potrebbero essere superati anche dai liberali del Vvd, a cui appartiene il premier Mark Rutte, con 3 seggi, così come i laburisti del Pvda suoi alleati di governo. Colpisce molto il flop dell’affluenza: si è presentato al voto solo il 37% degli aventi diritto.

Il Ppv, Partito per la Libertà, è nato nel 2004 da un gruppo di fuoriusciti del partito Liberale. Obiettivo del movimento è l’uscita del Paesi Bassi dall’euro e un ritorno a una più forte sovranità nazionale: le sue posizioni sono di estrema destra, anti-Europa e anti-Islam. Ha stretto un patto con il Front National di Marine Le Pen, che in Francia può ottenere il più grande successo della sua storia.

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