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REGIONALI/ Ciclone D’Alfonso, Abruzzo a sinistra

Un conto è una vittoria annunciata, un altro un cataclisma per gli avversari. Luciano D’Alfonso si aggiudica le elezioni per il presidente della Regione Abruzzo come un rullo compressore: il distacco dal presidente di centrodestra uscente Gianni Chiodi si avvicina ai 20 punti, e quasi 30 sono quelli con la rappresentante grillina Sara Marcozzi. Vittoria annunciata perchè la strategia elettorale dell’ex sindaco di Pescara è stata studiata a tavolino negli anni, ma ha raggiunto il suo apice dopo che si sono risolte lo scorso anno alcune vicende giudiziarie di D’Alfonso. Il 49enne ex sindaco di Pescara era stato infatti arrestato dalla Procura della città per una serie di reati contro la pubblica amministrazione il 15 dicembre del 2008. Da allora un lungo calvario giudiziario che si è risolto lo scorso anno con un’assoluzione e qualche prescrizione in primo grado. D’Alfonso ha aspettato i risultati delle elezioni nello stesso luogo dove lo scorso anno aveva aspettato la sentenza di primo grado, cioè in un convento di redenzionisti a Leonessa, in provincia di Rieti. Appena avuta la certezza del trionfo è salito in macchina e si è precipitato a Pescara: strada facendo ecco l’sms del rivale Chiodi di congratulazioni e di implicito riconoscimento della sconfitta. Appena arrivato a Pescara, accolto dalla folla dei supporter e delle telecamere, D’Alfonso ha subito detto che vorrà mettere il naso nei conti della Regione Abruzzo per conoscere bene deficit e debito, ha parlato di sanità – nota dolente della Regione – e dell’Aquila, dove ha specificato che suo primario interesse sarà quello di non curare soltanto le ‘mura della citta«, ma anche »le imprese, che devono tornare a dare ricchezza all’Aquila«. Rispetto ai risultati delle europee, l’affermazione di D’Alfonso è superiore al risultato raggiunto dal Pd di Renzi: le numerose liste civiche che ha organizzato in questi mesi di lavoro silenzioso, gli hanno permesso di staccare un ‘bonus’ del +15% rispetto ai voti presi alle europee dai dem abruzzesi. Il vero tracollo è però quello del Movimento Cinque Stelle, con la candidata Sara Marcozzi che ha perso più di 10 punti percentuali. Il centrodestra di Gianni Chiodi ha ‘abbozzatò un recupero sulle europee, ma si è fermato poco sotto la soglia del 30%. Dal canto suo Chiodi ha dichiarato di essere stato danneggiato »dall’inchiesta a orologeria« che lo ha riguardato, riferendosi alla sua iscrizione sul registro degli indagati da parte della Procura di Pescara in seguito all’indagine sulla ‘rimborsopolì in regione, e nel coinvolgimento nella liason con la consigliera di parità Letizia Marinelli, nella ormai famosa stanza 114 dell’Hotel del Sole di Roma. Fuori dal prossimo Consiglio regionale il rappresentante dell’Altro Abruzzo, Maurizio Acerbo, consigliere uscente di Rifondazione Comunista, che alle Regionali non è riuscito a raggiungere la soglia del 4%, limite di sbarramento per entrare in Consiglio, soglia che invece è stata superata in Abruzzo per la lista Tsipras nell’alleanza con Sel.

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