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AFGHANISTAN/ Obama, guerra finita. Via le truppe nel 2016

Alla fine del 2014, dopo un decennio, la missione di combattimento americana in Afghanistan sarà ufficialmente finita. «Quest’anno, metteremo fine in modo responsabile alla più lunga guerra dell’America», ha annunciato oggi Barack Obama, ma gli Usa, ha aggiunto, intendono lasciare in territorio afghano nel 2015 ancora 9.800 soldati, con due missioni ben definite: addestrare le truppe locali e offrire sostegno ad operazioni contro al Qaida, che saranno poi definitivamente concluse nel 2016. Si tratta di una decisione sulla quale Obama, prima di fare l’annuncio dal Giardino delle Rose della Casa Bianca, ha aggiornato con una telefonata il primo ministro italiano, Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier britannico David Cameron. E anche di una prospettiva che però formalmente ancora dipende da un accordo bilaterale sulla sicurezza, che il presidente afghano Hamid Karzai non intende firmare. Un accordo definito e raggiunto lo scorso ottobre, che inquadra legalmente la presenza delle forze Usa in Afghanistan per il dopo 2014, quando terminerà il mandato Nato, e che è stato peraltro approvato anche dall’assemblea di oltre 2.500 anziani e leader tribali, la Loya Jirga. Un aspetto che Obama ha infatti oggi chiaramente evocato: «noi manterremo la nostra presenza militare dopo il 2014 solo se il governo firmerà l’accordo (…) che i nostri due governi hanno già negoziato». Ma non dovrebbero esserci in realtà problemi, visto che i due candidati a succedere a Karzai alla presidenza, Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, che si affronteranno nel ballottaggio del 14 giugno, si sono già detti pronti a firmare, come ha ricordato ancora Obama, dicendosi pertanto «fiducioso che possa esser fatto». Alla fine del 2015, ha quindi precisato Obama, il numero dei soldati americani in Afghanistan sarà poi ulteriormente ridotto, di circa la metà, e si attesterà quindi sui 4.900, per un altro anno, fino a quando, nel 2016, la presenza militare Usa sarà limitata alla normale sicurezza attorno all’ambasciata e alle rappresentanze diplomatiche degli Stati Uniti. Con tono solenne, Obama ha affermato che «è ora di girare pagina dopo oltre un decennio in cui la nostra politica estera è stata soprattutto dedicata alle guerre in Iraq e Afghanistan». Un decennio in cui, ha detto «gli americani hanno imparato che è più duro mettere fine alle guerre, piuttosto che iniziarle». Ma ha anche ricordato che «gli Usa non hanno cercato questa guerra. Siamo andati in guerra in Afghanistan per necessità, dopo che la nostra Nazione è stata attaccata da al Qaida l’11 settembre 2001». Certo, ha aggiunto, «dobbiamo riconoscere che l’Afghanistan non è un luogo perfetto», ma «non è responsabilità dell’America renderlo tale. Il futuro dell’Afghanistan deve essere deciso dagli afghani».

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