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Scandalo ex ministro Clini, nuova indagine rivela sperpero di 214 milioni

Il direttore generale del ministero dell'Ambiente, ed ex ministro, agli arresti

Peculato e associazione a delinquere sono le accuse mosse all’ex referente all’Ambiente di Mario Monti. La procura di Roma ha aperto un nuovo filone dove risultano indagate altre cinque persone, tra le quali la compagna Marina Hauser. Un originale sistema illecito avrebbe consentito lo sperpero di circa 214 milioni di euro del ministero. L’ipotesi, tutta da verificare, è che quei soldi una volta dirottati all’estero sarebbero rientrati per poi finire su conti correnti bancari in Svizzera riconducibili, tra gli altri, proprio a Clini, attuale direttore generale dello stesso ministero di cui è poi diventato anche ministro della Repubblica

Il direttore generale del ministero, da oltre 20 anni e più, dell’Ambiente Corrado Clini, agli arresti domiciliari da ieri, è sottoposto a nuova indagine e ipotesi di reato. L’ex ministro titolare dello stesso dicastero sarebbe indagato non solo per peculato, quella della procura di Ferrara per appropriazione indebita di 3,4 milioni di euro, ma anche per associazione a delinquere e corruzione, aggravata dalla transnazionalità.
Indaga la procura di Roma dopo Ferrara. Una inchiesta svolta dalla procura della Repubblica di Roma coordinata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e il sostituto Alberto Galanti attraverso la quale stanno scoperchiando un originale sistema illecito che avrebbe consentito lo sperpero di circa 214 milioni di euro del ministero. L’ex esponente del governo di Mario Monti, attuale senatore a vita con annesso partitino “Scelta Civica”, in questo momento si trova dentro una inchiesta esplosiva, quella appunto di Roma. Con lui sono indagate altre cinque persone, tra le quali la compagna Marina Hauser.
Lo sperpero di circa 214 milioni di euro del ministero. Soldi che sarebbero stati dati a pioggia per commesse attribuite a società italiane in Cina e Montenegro. Fonti investigative rivelano che allo stato si sta cercando di ricostruire il flusso di denari pubblici fuoriusciti senza specifiche ragioni. L’ipotesi, tutta da verificare, è che questi soldi una volta dirottati all’estero sarebbero rientrati per poi finire su conti correnti bancari in Svizzera riconducibili, tra gli altri, anche all’ex ministro Clini.
Inchiesta partita ad agosto scorso. L’inchiesta è stata aperta ad agosto scorso, in concomitanza con quella della Procura di Ferrara, e presto potrebbe riservare nuove sorprese. Perché i magistrati ritengono che la presunta organizzazione sia riuscita a mettere su un “sistema” ben congegnato e organizzato per consentire un’uscita regolare dei soldi pubblici (attraverso un presunto giro di false fatturazioni) per poi farli rientrare.
Attuale ministro Galletti ha collaborato. Ieri la Guardia di finanza ha perquisito l’abitazione e l’ufficio ministeriale di Clini, portando via una serie di documenti che si riveleranno molto interessanti per gli atti probatori. Su questo scandalo l’attuale titolare dell’Ambiente, Gianluca Galletti, e il suo staff ministeriale, tengono a precisare che le indagini degli inquirenti sono arrivate ad un buon punto grazie alla loro collaborazione.

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