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Farage si difende, non xenofobo ma liberal dell’800

«L’Ukip è il classico partito liberista del XIX secolo» in cui «qualsiasi forma di razzismo, sessismo o xenofobia non è tollerato». Così Nigel Farage, leader del partito euroscettico britannico Ukip, si racconta all’ANSA e racconta il movimento politico che guida. «Siamo un’organizzazione democratica» aggiunge, «siamo contro tutte le guerre imperialiste» ovunque. «Noi vogliamo che sia il popolo britannico, tramite il suo Parlamento e per democrazia diretta, ad avere il potere di decidere il suo futuro». Poi la difesa esplicita dalle accuse di razzismo: «L’Ukip è una organizzazione democratica in cui non è tollerata alcuna forma di razzismo, sessismo o xenofobia». Parole che fungono anche da presa di distanza dal Front National francese di Marine Le Pen, giudicato «lavato bene, ma troppo di fresco» secondo fonti vicine al leader Ukip. Sull’Efd poi, il gruppo europeo al quale l’M5S di Grillo sta valutando se associarsi, Farage chiarisce: «A differenza di gran parte degli altri gruppi nel parlamento europeo, l’Efd incoraggia le delegazioni nazionali a votare liberamente secondo la propria ideologia, le proprie preferenze politiche e l’interesse nazionale» e parla di un’associazione a maglie larghe, un «matrimonio di convenienza» che «non è un partito politico». Nell’occhio del ciclone in Italia per l’accostamento a Beppe Grillo, nel Regno Unito una settimana dopo il voto il ‘fenomenò Ukip resta oggetto di dibattito e analisi. L’affermazione degli euroscettici nelle elezioni locali e il risultato ‘storicò nelle europee da cui è emerso in testa, hanno dato alla politica britannica le prime scosse di quel «terremoto» che Farage promette guardando – e senza farne mistero – a Westminster. L’ambizione del 50enne ex trader della City è di conquistare un seggio al parlamento nazionale, le cui porte sono fino ad ora rimaste sbarrate per l’Ukip. Se riuscirà davvero a far parte di quella stessa politica ‘mainstream’ che vuole scuotere si vedrà, sta di fatto che, ha promesso, «l’Ukip è qui per restare». Nonostante gli scetticismi: oggi ad esprimerli è l’ex premier britannico conservatore John Major. L’Ukip è un partito «molto intollerante» e la sua attrattivà «non durerà a lungo». Farage poi, secondo Major, è stato politicamente «molto abile» nello «sfruttare il malcontento, ma la sua idea di lasciare l’Europa è »un nonsenso assoluto«.

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