| categoria: editoriale

C’è bisogno di destra

C’è bisogno di destra per riequilibrare la situazione politica italiana. C’è bisogno di un punto di riferimento alternativo. Detto con lucida freddezza. Conviene a tutti. Nessuna simpatia per quel versante politico, ma quel che c’è dall’altra parte, obiettivamente, spaventa parecchio. Anche perché le miscele di partiti, movimenti, ideologie, idee quando sono troppo disomogenee tendono a creare problemi. Renzi è di sinistra? Certo che no. Ma governa una coalizione, meglio un magma indistinto, nel quale la componente per lo meno di centro sinistra è predominante. Ma nulla a che vedere con quella linea – coerente o meno – che per anni hanno portato avanti i leader storici della sinistra (rottamati); sono diventati improvvisamente marginali anche quelle componenti di centro-popolari che avevano consentito al Pd di crescere e consolidarsi. In sostanza quella di Renzi è una armata Brancaleone tenuta in piedi solo dal collante degli slogan renziani e dalla disperata necessità di crederci per restare a galla. Quanto può reggere? I giovani leoni offrono garanzie? E’ tutto da vedere. D’altra parte c’è l’altra Italia, quel 45-48 per cento che storicamente è dall’altra parte, che questa volta non è andata a votare, che non si riconosce più in nulla. C’è ancora Berlusconi? C’è già Fitto? Alfano sta per ricostituire la ditta con il vecchio Dc Casini, mentre a sorpresa Fini fa sapere di esserci ancora. Troppo poco per mettere insieme uno straccio di esercito in grado di marciare e combattere. Ma da qualche parte si deve pur ricominciare.

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