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I sindacati a Marino, cinque condizioni per ritirare lo sciopero

«In queste ore l’amministrazione Marino continua a chiedere alla Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl di ritirare lo sciopero ripetendo come un mantra che i problemi sono superati, il clima positivo. Apprezziamo in particolare l’ottimismo del Vice Sindaco Nieri ma purtroppo siamo costretti invece a dover registrare ancora una volta che viviamo forse in due realtà diverse. Fp-Cgil, Cisl-Fp Uil-Fpl per fare ulteriore chiarezza e dimostrare come il nostro unico obiettivo sia quello di difendere i diritti dei lavoratori in un quadro di rilancio della macchina capitolina pongono ancora una volta all’Amministrazione cinque doverose domande e cinque semplici richieste su temi a cui ad oltre un anno dall’insediamento non abbiamo ottenuto risposte». Lo scrivono in una nota i sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl. «Auspichiamo -continua il comunicato- che finalmente le nostre richieste vengano quindi accolte per far cambiar verso a questa vertenza. Se veramente si vuole cambiare il ‘climà l’Amministrazione ritiri la Delibera che pone il termine del 31 luglio per il rinnovo del contratto e che prevede il conguaglio delle somme del salario accessorio erogate e faccia una Delibera in cui tuteli veramente i salari dei propri dipendenti. Nessuno ha posto questo vincolo all’Amministrazione. Questa scelta è semplicemente un accanimento nei confronti dei salari già bassi dei dipendentSe veramente si vuole dare un segnale di cambiamento -prosegue il comunicato- l’Amministrazione ammetta che ha sbagliato sui compensi dei nominati dalla politica e fissi il tetto massimo per tutte le retribuzioni di chi è scelto dalla politica usando come parametro la retribuzione del sindaco. Se veramente si vogliono migliorare i servizi ai cittadini si apra un tavolo per fare una vera lotta agli sprechi e alle illegalità. Se veramente si vogliono fornire servizi degni di una capitale si faccia una battaglia al tavolo interministeriale per il riconoscimento della specificità della Capitale in termini di possibilità di assunzioni e di organizzazione del lavoro. Se veramente si vogliono rispettare i diritti dei lavoratori l’Amministrazione ritiri gli atti unilaterali emanati che cambiano le condizioni economiche e organizzative nelle varie articolazioni della macchina capitolina e si apra una vera fase di confronto a tutti i livelli.

«Infine facciamo alcune doverose domande all’amministrazione -aggiungono Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl- sperando di ottenere al più presto qualche risposta. Quali sono i motivi che hanno spinto in un momento di grande tensione a nominare un altro Capo di Gabinetto con conseguente aumento dei costi per l’amministrazione? Perché regna un assordante silenzio su tutto ciò che ha rilevato il Mef al di fuori del personale capitolino? Dove sono finiti i progetti sul decentramento amministrativo annunciati a novembre scorso che evitabilmente avrebbero dei riflessi sulla contrattazione integrativa? Ci domandiamo se la valutazione del merito, la valorizzazione del personale, è stata cancellata ex post dal vostro programma elettorale? »Ed infine -conclude il comunicato- che fine ha fatto la promessa partecipazione e l’ascolto sulle scelte strategiche per cambiare i servizi ? Speriamo che le nostre semplici richieste possano essere accolte e le nostre domande trovare risposta, ma ormai non siamo più molto fiduciosi. Per questo il 6 giugno sciopereremo per far sentire all’Amministrazione il profondo dissenso dei propri dipendenti per far sapere ai cittadini come sono andate veramente le cose e quali siano le nostre proposte. Per questi motivi inoltre il 4 giugno alle ore 13 faremo una conferenza stampa per illustrare un anno di gestione del personale dell’Amministrazione Marino e le ragioni dello sciopero.

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