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Italia-Irlanda senza sugo (0-0). Ma Montolivo (infortunato) perde il mondiale


Dall’amichevole con l’Irlanda la nazionale torna a casa con uno 0-0, qualche indicazione sui singoli e la grossa tegola del forfait del centrocampista, uno dei punti cardine del meccanismo di gioco messo in piedi dal ct: salterà il Mondiale per una frattura della tibia sinistra che lo costringerà all’operazione. La certezza è arrivata a fine partita, con gli esami svolti in ospedale. Per le decisioni su Rossi, invece, bisognerà aspettare il ‘verdetto’ di Prandelli. Al momento Pepito ancora non c’è, tutto sta a capire quanto tempo c’è ancora per aspettare che si sblocchi della sue paure dopo l’infortunio che ne aveva messo a rischio la carriera. Verratti e Darmian finiscono nella tabella dei promossi, e per loro il Brasile si avvicina; l’Immobile di questa sera avrà rafforzato la convinzione che su di lui non ci sono ancora certezze.

Ad osservare gli azzurri di Prandelli, sulle antiche tribune del Craven Cottage, c’è anche il ct inglese Roy Hodgson. Interessato a capire di che pasta sia fatta l’avversaria della prima al Mondiale, a Manaus il 14 giugno, più che a studiare i singoli. Avrà visto in ogni caso anche lui cosa succede a Rossi: troppa ancora la paura di entrare nei contrasti per dire se la sua classe è esportabile al Mondiale. Stasera ha sempre girato al largo, da azione e irlandesi in maglia nera. E quando toccava palla dava l’impressione di volersene liberare presto, non solo per il gioco di prima. Unica piccola perla, il pallone filtrante per Parolo da cui è nato il gol di Immobile, annullato per fuorigioco.

L’ultima parola a Prandelli. Per lui però il test aveva preso da subito una direzione negativa. Appena una decina di minuti, il tempo di vedere una nazionale reattiva all’avvio, e Montolivo stasera capitano cade a terra in un contrasto con Pearce a centrocampo: il piede sinistro si impunta nell’impatto con la gamba dell’avversario, lui cade a terra, esce prima sulle su gambe, prova a rientrare ma la sinistra cede e Montolivo si accascia dolorante: a quel punto è soccorso e trasferito in barella. Infortunio alla tibia, sospetta frattura, le prime voci impazzano e complicano notevolmente la presenza del giocatore al Mondiale. Una tegola vera e propria.

Della quale sembrano rendersi conto in campo immediatamente anche gli altri azzurri, molto più di quanto non sia possibile comprendere dalle tribune: tutti attorno a Montolivo a capire, poi alla ripresa dopo 5′ di stop l’Italia sembra scossa. Non è solo la velocità degli esterni irlandesi a metterla in difficoltà, insomma. Rossi davanti si muove tanto ma non entra mai in contatto, e nel suo caso la paura non ha niente a che vedere con quanto successo a Montolivo: nessun contrasto, poca voglia di cercare il corpo a corpo, un solo scambio con Verratti dopo 37′.

Non era quello che Prandelli chiedeva. Anche Aquilani, entrato per il capitano, a sua volta esce per una botta in testa che lo costringe all’ospedale, come il compagno. Entra Parolo, e così è difficile dare continuità a un centrocampo dove l’asse Thiago Motta-Verratti pure funziona. Il piccolo regista del Psg lancia spesso Darmian sulla fascia destra, serve a Immobile il pallone per la girata al volo del 2′, ribattuta forse con un mani, e ancora alla mezzora pesca in area Immobile frenato da marcatore e portiere. In mezzo, più di un pericolo dagli irlandesi, al tiro due volte con Pilkington (11′ e 24′ su punizione): Sirigu para bene, anche se le più difficili sono sulla botta da fuori di McGeady (27′) e la schiacciata di testa di Long da pochi passi. Il secondo tempo riparte con la stessa Italia e di nuovo con un parata di Sirigu, su Long defilato a destra. La prima azione fluida degli azzurri arriva attorno al decimo: Rossi in profondita per Parolo, il suo destro si trasforma in un assist per Immobile sul secondo palo: gol annullato per fuorigioco.

E’ l’ora di Cassano, entrato per il granata e acclamato dalle migliaia di tifosi italiani presenti. Prova subito il tiro e accende l’Italia, Rossi compreso: il suo destro in profondità lo lancia in area, sulla sponda di Fantantonio Marchisio tira ma e’ murato. Il cambio per Pepito, con Cerci, arriva subito dopo il primo contrasto vero, una torsione su stesso contro il colosso O’Shea. Al 25′ il tiro di Parolo da dentro l’area e’ deviato in angolo e dà alla curva del tifo azzurro l’illusione del gol, ma molto meno della gran botta sottoporta di Quinn al 35′: trema la traversa, il rimbalzo non è dentro e Sirigu si salva. Ma un’eventuale sconfitta, questa sera, sarebbe stata la notizia meno amara per l’Italia di Prandelli.

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