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Festa allo stadio per Francesco con 52mila carismatici:«Portate ancora un Vangelo sempre in tasca?

«Nessuno può dire ‘io sono il capò». «Non siate ‘controllatorì della fede e guardatevi dalla eccessiva organizzazione». «Portate ancora un Vangelo sempre in tasca?». E ancora, citazione dei documenti e dei padri fondatori: il cardinale Suenens, «grande protagonista del Concilio Ecumenico Vaticano II» e il «vescovo Helder Camara». Richiesta di andare incontro ai poveri, essere Chiesa in uscita, coltivare i rapporti ecumenici. Soprattutto lasciare allo Spirito la sua «libertà», non «imbrigliarlo». In questi termini il Papa in un ampio discorso si è rivolto ai circa 52mila radunati allo stadio Olimpico da Rinnovamento nello Spirito per la 37.ma convocazione, una festa, la prima con un Papa. Una festa molto intensa e partecipata, in cui papa Bergoglio, pur rispettando i tempi del cerimoniale e rimanendo allo stadio soltanto un’ora e mezzo, ha potuto invocare lo Spirito, ascoltare i saluti del presidente Salvatore Martinez e di quattro fedeli – un sacerdote, un giovane, una madre con la sua famigliola, una non vedente – e rispondere ad ognuno di loro. C’è stata occasione anche per una entrata quasi trionfale, affiancato dal vicario di Roma, Agostino Vallini, e osannato dalla folla e, prima del congedo, per i saluti alle autorità presenti, tra cui il sindaco Ignazio Marino. Numerosi i porporati che non hanno rinunciato a partecipare, e tra loro Salvatore De Giorgi, e Ivan Dias in carrozzella, tra i vescovi anche Georg Gaenswein, segretario personale di Benedetto XVI. La festa ha seguito lo schema di questi raduni di preghiera in cui il canto e la lode sono molto presenti. Rispondendo alle questioni poste dai quattro rappresentanti dei fedeli, papa Francesco ha chiesto ai preti di essere vicini alla gente, alle famiglie di difendersi anche dal demonio, ai giovani di non tenere in cassaforte la propria giovinezza, e ha ringraziato i disabili per la testimonianza che danno alla Chiesa. Ha anche scherzosamente rimproverato Martinez per non aver incluso tra le testimonianze i nonni, gli anziani spesso vittime della cultura dello scarto. Papa Bergoglio ha anche evocato la storia del suo rapporto con i carismatici: «all’inizio non mi piaceva come pregavano, li chiamavo ‘quelli dell’Osannà», invece poco prima del conclave sono diventato loro assistente per l’Argentina. Li ha definiti «corrente di grazia per la Chiesa e nella Chiesa», invitandoli a essere una «orchestra», e rinunciare allo lotta per il potere. Ha disegnato con decisione le caratteristiche di questo movimento laico presente in oltre 200 paesi del mondo, e che nato nel dopo Concilio si avvia a costruire la sua maturità. Papa Bergoglio vuole essere vicino a questo percorso, e prima di congedarsi ha invitato i carismatici di tutto il mondo, a Pentecoste del 2017, in piazza San Pietro, a celebrare con il Papa, ha detto, «il vostro grande giubileo».

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