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Tasi, conto alla rovescia per la nuova tassa. Caos di date

Si avvicina la scadenza del 16 giugno quando gli italiani saranno chiamati a pagare per la prima volta la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili che, insieme alla Tari, ha sostituito l’Imu che resiste per seconde case, immobili di pregio, negozi e altri fabbricati. È però ancora incerto il termine del pagamento perchè molti comuni non hanno ancora indicato le aliquote: il governo deve ancora varare il decreto per fissare le date entro cui i comuni devono comunque deliberare le aliquote e, di conseguenza, la scadenza per i cittadini. L’ipotesi più probabile è il pagamento il 16 ottobre. Le seconde case (e le prime di lusso) dovranno comunque pagare la prima rata Imu a giugno, in base alle aliquote del passato. La tasi rappresenta poi un debutto per gli inquilini che, se il comune ha già deciso Le aliquote, saranno chiamati una quota tra il 10 e il 30 % della nuova tassa, già il 16 giugno. Ecco un vademecum sulla nuova imposizione immobiliare. ALIQUOTE: come noto la legge di stabilità fissava un tetto massimo al 2,5 per mille per la prima casa e al 10,6 per mille per la seconda (somma di Tasi e Imu). Il governo è poi intervenuto per concedere ai Comuni la possibilità di aumentare le aliquote fino a un massimo dello 0,8% distribuendo l’aumento tra prima e seconda casa. La maggiorazione deve essere però vincolata alla concessione delle detrazioni, scomparse a livello nazionale rispetto all’Imu. PRIME CASE: l’aliquota potrà dunque salire fino a un massimo del 3,3 per mille. SECONDE CASE: Si potrà arrivare all’11,4 per mille complessivo. Su seconde case e tutti gli altri fabbricati – uffici, negozi, capannoni e così via – si pagano sia l’Imu che la Tasi. IMMOBILI DI LUSSO: Le 73mila case accatastate nelle categorie di pregio (A/1, dimore signorili; A/8, ville e A/9, castelli) continueranno a pagare l’Imu sulla prima casa, con un’aliquota massima del 6 per mille e con la sola detrazione di 200 euro, senza i 50 euro extra per ogni figlio. Su queste case si pagherà anche la Tasi, sempre con aliquota massima del 3,3 per mille, ma il totale di Imu e Tasi non potrà superare il 6,8 per mille. IMMOBILI IN AFFITTO: Anche in questo caso si pagherà sia l’Imu che la Tasi con il limite massimo dell’11,4 per mille. L’Imu verrà pagata interamente dal proprietario, mentre la Tasi peserà anche sulle spalle dell’inquilino che dovrà versarne una quota compresa tra il 10 e il 30% a seconda della delibera comunale. CALCOLO: la base imponibile è la stessa dell’Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). Su questo valore si applica l’aliquota comunale, con le eventuali detrazioni. Il calcolo può essere effettuato sul sito amministrazionicomunali.it.. Ovviamente ci si può rivolgere anche ad un Caf o alla Confedilizia (la confederazione della proprietà edilizia) presente in molti capoluoghi. COME E QUANDO PAGARE: per pagare la Tasi di potrà utilizzare il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale. Le rate previste sono due: se il governo ha deciso le aliquote e queste sono già pubblicate sul sito del ministero dell’Economia, la prima rata è il 16 giugno, la seconda il 16 dicembre. Se il Comune non ha preso alcuna decisione sulle aliquote entro i termini utili per far pagare l’acconto a giugno sia apre il balletto delle date: ottobre o dicembre per i proprietari di prime case. Per le seconde case, invece, resta fisso l’appuntamento del 16 giugno, quando dovranno comunque pagare Imu (che per loro non è stata cancellata) mentre per la Tasi si paga a giugno se il comune ha deliberato le aliquote, altrimenti tutto,è rinviato ad ottobre

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