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VINO/ Il titolo di “miglior rosso” al Barolo riserva 2006 di Borgogno

Il titolo di «Miglior Vino rosso» è il Barolo Riserva 2006 di Borgogno, uno dei nomi top del Piemonte enoico; il «Miglior Vino Bianco» è l’Alto Adige Terlano Chardonnay 2000 di Cantina Terlano; il Costa d’Amalfi Tramonti Rosato Getis 2012 di Reale è il «Miglior Vino Rosato»; al Franciacorta Extra Brut Cuvée Lucrezia Etichetta Nera 2004 di Castello Bonomi, una delle cantine più dinamiche del territorio, la palma come «Miglior Vino Spumante»; alla Malvasia delle Lipari Passito Selezione Carlo Hauner 2010 di Hauner il titolo di «Miglior Vino Dolce», mentre la storica cantina siciliana Florio la «Migliore Azienda Vinicola» (con il Vino Marsala Superiore Semisecco Ambra Donna Franca Riserva). Il Premio Speciale della Giuria è andato al celebre produttore piemontese Angelo Gaja («che non è un uomo del vino italiano ma è il vino italiano, padre nobile dell’enologia tricolore e indicazione per il futuro», si legge nella motivazione) a Veronafiere per Vinitaly, il più importante promoter in Italia e all’estero del vino del Belpaese, e alla storica enoteca lombarda «Un Mondo di Specialità» dei fratelli Giovanni, Osvaldo e Paola Longo, mentre quello «Bibenda» ad Angelo Maci, presidente di Cantine Due Palme, una delle realtà più importanti del vino di Puglia, per 40 anni di attività nel vino: ecco gli «Oscar del Vino» 2014 (edizione n. 16) assegnati da Bibenda e Fondazione Italiana Sommelier nei giorni scorsi a Roma, nella cena di Gala firmata dal più celebre degli chef italiani, Gianfranco Vissani, in uno degli eventi più glamour del mondo di Bacco, con la regia di Franco Ricci (www.bibenda.it). Al Giallo d’Arles 2011 di Quintodecimo, tra le cantine più apprezzate della Campania, guidata da Luigi Moio, e all’Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna 2010 di Barberarni, tra le realtà di riferimento della denominazione, ad ex-aequo, il premio per la miglior etichetta; al Rosso di Montalcino Poggio alle Mura 2011 di Castello Banfi, azienda leader del territorio del Brunello di Montalcino, quello per il miglior rapporto qualità-prezzo, mentre è Mattia Vezzola, firma delle bollicine della griffe del Franciacorta Bellavista (Terra Moretti), «più grande artefice di vini spumanti in Italia», il migliore enologo.
«Agli amici dal 1887» di Udine, arrivato alla generazione n. 5, è il miglior ristorante, l’Olio Extravergine di Oliva Cultivar Itrana di Lucia Iannotta il migliore olio del raccolto 2013, Grappa Fuoriclasse Leon Riserva 14 Distilleria Castagner la migliore grappa. Ai Preparatori d’Uva Simonit & Sirch, «ormai una certezza da anni nell’insegnare la cultura delal vite e del vino direttamente sul campo, partendo dal principio, ossia quella della potatura delle piante che è un linguaggio universale nel mondo del vino», l’oscar come «Migliore Innovazione nel Vino»; a Fede & Tinto di «Decanter» (Radio2), «immediati, diretti, facili da capire, scanzonati e preparati, capaci di una comunicazione mai ingessata ma spontanea piacevole», quello come «Miglior Scrittore» per il libro «Sommelier ma non troppo»; a Dominga Cotarella, Paulo Carvalho e Daniele Montanelli, della cantina Falesco dei fratelli Riccardo e Renzo Cotarella, che «non si limitano a vendere vino, ma lo raccontano e lo insegnano, trasmettendo passione prima di ogni dote commerciale» il premio come «Miglior Addetto Commerciale».

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