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Dl Irpef, ancora scontro. Si va verso la fiducia

L’ok delle commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama al decreto Irpef è atteso domani entro le 15. Le commissioni torneranno a riunirsi alle 11 ma non è escluso che l’approdo in aula (previsto appunto dalle 15) possa slittare di qualche ora. Il Senato ha infatti un’altra settimana intera per districare la matassa. E per affrontare i ‘nodì rimasti ancora strettamente ‘legatì. Poi, dati i tempi strettissimi (il dl è atteso entro il 13 giugno in aula alla Camera), è quasi scontato il ricorso ad una doppia fiducia. Sui contenuti del decreto e le richieste di modifica il week end non avrebbe intanto portato ‘consigliò e sull’allargamento del bonus da 80 euro alle famiglie più numerose (da tre figli in su) chiesto a gran voce da Ncd il governo mantiene ancora il punto: «la proposta è interessante – dice il viceministro all’Economia, Enrico Morando – ma ci sono problemi finanziari. Quindi il testo resta come è». Ma il relatore del’Ncd, Antonio D’Alì, insiste: «Ho parlato con il capogruppo Maurizio Sacconi: sulla richiesta di allargare il bonus Irpef alle famiglie andremo avanti. Siamo pronti anche a votare con altri gruppi. Ma non credo ce ne sarà bisogno». Una cosa è certa: se l’allargamento alle famiglie è in bilico quasi certamente salterà la richiesta di rendere più incisivo il taglio del 10% all’Irap per le imprese che è – spiega Morando – «ancora più pesante dal punto di vista finanziario». E comunque il governo ha già fatto sapere che è disponibile ad accogliere queste richieste ma solo in sede di Legge di Stabilità. Cioè se ne parla l’anno prossimo. Altro capitolo ancora aperto è quello della Rai. Il governo resta fermo sul taglio di 150 milioni previsto dall’articolo 21. Ma è pronto a retrocedere escludendo Rai dai tagli alle società partecipate previsti dall’articolo 20. Altro tema in ballo è quello delle sedi regionali (sempre articolo 21). Da quanto si apprende da fonti parlamentari il governo ha già espresso l’esigenza di intervenire sulla parte dell’articolo 21 che riguarda l’autonomia finanziaria delle sedi Rai. Il comma 2 prevede che fino alla definizione di un nuovo assetto territoriale da parte della televisione pubblica, le sedi regionali o, per le province autonome di Trento e di Bolzano, le sedi provinciali della società continuano ad operare in regime di autonomia finanziaria e contabile in relazione all’attività di adempimento degli obblighi di pubblico servizio affidati. Il governo viceversa interverrebbe per lasciare maggior autonomia decisionale a Rai sulle sedi periferiche. Pur chiedendo rassicurazioni su un corretto servizio regionale. Verrebbe così probabilmente riscritto con modifiche l’emendamento in questo senso già presentato da Salvatore Margiotta del Pd. Oppure il Governo potrebbe intervenire con proprio emendamento anche se da accordi non ne potrebbe più presentare nei lavori delle commissioni.

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