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Ballottaggi, è sfida tra Pd e M5S, ma anche con la Lega

Riflettori puntati sui ballottaggi di domenica prossima: c’è da testare naturalmente la prova da 10 e lode del Pd alle Europee e verificare se l’effetto Renzi avrà ancora una coda sul secondo tempo delle amministrative, visto la performance piuttosto deludente del primo turno in città da sempre roccaforti della sinistra (Livorno, Modena e Perugia). Di converso anche l’M5S farà la sua bella prova del nove, se non altro per verificare se continuerà a far vedere i sorci verdi ai candidati dem in alcuni capoluoghi storicamente ‘rossì, nonostante la delusione cocente archiviata alle europee. Terzo incomodo la Lega Nord, forte di un colpo di reni a livello nazionale, che cercherà naturalmente di dire la sua per insediare lo scranno Pd di PADOVA. Proprio nel capoluogo veneto la sfida tra Ivo Rossi, candidato Pd e Sel, e Massimo Bitonci (Lega-Forza Italia) rischia di portare novità clamorose, visto che il primo turno si è chiuso rispettivamente con il 33,8 e il 31,4%. Fiato sospeso quindi, visto che a livello territoriale una possibile vittoria dell’esponente del Carroccio potrebbe fare pendant con il governo della Regione, guidata da Luca Zaia, e un’eventuale sconfitta nella città potrebbe sovvertire il peso del Pd (che governa Padova dal 1993, con un break tra il ’99 e il 2004) minando gli equilibri ormai consolidati in molte città e grandi comuni. Naturalmente a far superare la soglia fatidica del 50% peserà l’8,6% di voti presi dal candidato del M5S e ancor di più il 10,6% di Maurizio Saia, che ha già fatto sapere di aver stretto un accordo con Bitonci. Sfida diversa a LIVORNO, città simbolo della sinistra italiana, dove il Pd ha dovuto subire per la prima volta l’onta del ballottaggio, che domenica impegnerà in un serrato faccia a faccia Marco Ruggeri del Pd (39,9%) e Filippo Nogarin del Movimento 5 Stelle (19%). Nessuno dei due fino a pochi giorni fa aveva presentato nuovi apparentamenti rispetto al primo turno. Sicuro in ogni caso Ruggeri, il quale ha già svelato due assessori in caso di vittoria, non senza lanciare un appello agli elettori di ‘Buongiorno Livornò (16%), la lista di sinistra nata 6 mesi fa che al primo turno aveva sostenuto Andrea Raspanti e al ballottaggio ha dato indicazione di voto per l’ingegnere aerospaziale M5s, Nogarin. A condizione che il candidato pentastellato riesca a tener lontano dal gioco delle alleanze le liste di centrodestra. Stesse dinamiche a MODENA, anche se in questo caso la partita appare decisamente meno in salita, visto che il candidato Pd, Giancarlo Muzzarelli, ha sfiorato la vittoria al primo turno col 49,7%. A vedere il distacco inflitto al suo avversario, l’M5S Marco Bortolotti, fermatosi al 16,3%, non dovrebbero esserci patemi d’animo di sorta. Ago della bilancia potrebbe essere l’ex assessore della giunta Pighi (di centrosinistra) Adriana Querzè, che al primo turno con la lista Per me Modena ha ottenuto il 7% di consensi, pescati evidentemente tra gli elettori di sinistra. Ma in aiuto al candidato grillino potrebbero arrivare i voti di Carlo Giovanardi, che con l’Ncd ha incamerato il 4%, e sicuramente quelli di Forza Italia e Fratelli d’Italia-An (12,5%). Altro caso emblematico dell’impasse, inaspettato, del Pd è quello di PERUGIA. Il sindaco uscente, Wladimiro Boccali, al primo turno ha incamerato il 46,6%, contro il 26,3 di Andrea Romizi (con i principali partiti di centrodestra e due liste civiche). E quindi appare evidente che a decidere a chi andrà lo scranno di sindaco sarà Cristina Rosetti, del M5s, che ha incamerato al primo turno il 19,1% e che non ha annunciato apparentamenti.

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