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Cir approva il bilancio, perdita di 269 milioni con Sorgenia

La crisi di Sorgenia pesa sui conti di Cir, che chiude il 2013 con una perdita di 269,2 milioni di euro. Il rosso è quasi integralmente attribuibile al gruppo energetico, il cui valore in bilancio è stato azzerato. Le altre partecipazioni della holding della famiglia De Benedetti (Espresso, Sogefi e KOS) «ottengono un risultato netto positivo», ha spiegato la società. «Al netto delle componenti non ricorrenti i risultati del gruppo sono sostanzialmente in linea rispetto al 2012», chiuso con una perdita di 30,4 milioni. Il rosso di Cir si è riverberato sulla controllante Cofide, in perdita per 130 milioni. A causa dei risultati entrambe le società non staccheranno alcuna cedola. L’approvazione del bilancio di Cir avviene a valle di quello di Sorgenia, chiuso con un rosso di 783,4 milioni, a fronte di una perdita di 196,8 milioni nel 2012. Il risultato è stato determinato dalle svalutazioni con cui Sorgenia, su cui grava un debito di 1,8 miliardi, «ha adeguato il valore dei propri attivi al mutato scenario del mercato dell’energia e al nuovo business plan». L’effetto delle svalutazioni e dell’azzeramento della quota ha determinato, a livello consolidato, una perdita di 491 milioni (269 milioni la quota di gruppo), nonostante l’effetto positivo di 344,2 milioni derivante dai 491 milioni pagati da Fininvest a Cir per il Lodo Mondadori. L’approvazione del bilancio è comunque un segnale positivo per Sorgenia in quanto gli amministratori hanno ritenuto ragionevole, sulla base dello stato di maturazione delle trattative sulla ristrutturazione del debito, approvare i conti con una prospettiva di continuità aziendale. «Le discussioni tra il sistema finanziario, l’azienda e i soci proseguono attivamente, a testimonianza della volontà delle parti di raggiungere un accordo», ha segnalato Cir. Nonostante i passi avanti la partita del debito, iniziata all’inizio del 2014, è «tuttora in corso». Il confronto proseguirà nei prossimi giorni ma, superata l’urgenza del bilancio, non sono attese accelerazioni nel weekend. Nei giorni scorsi erano stati oggetto di una serrata trattativa l’earn-out, cioè il meccanismo di partecipazione dei soci Cir e Verbund all’eventuale plusvalenza in caso di vendita di Sorgenia, e la manleva, cioè la richiesta di esonero da responsabilità civili per gli amministratori. Su entrambe le richieste le banche sono state restie a concessioni. Il piano delle banche prevede un taglio di 600 milioni all’indebitamento di Sorgenia, attraverso l’emissione di un convertendo da 200 milioni e un aumento di capitale da 400 milioni da sottoscrivere conferendo crediti. All’esito della manovra Sorgenia sarà delle banche, che saliranno al 98% del capitale, mentre Cir e Verbund si diluiranno al 2%. Con il bilancio 2013 si chiude il percorso di uscita dalle società di famiglia di Carlo De Benedetti, che non si ricandiderà per il cda di Cir in scadenza a fine giugno e si è dimesso da quello di Cofide. In Cir faranno il loro ingresso i figli Marco ed Edoardo. L’ingegnere, che ha ricevuto il ringraziamento del cda di Cofide «per l’impegno, la passione e il lavoro di questi anni al servizio delle società da lui fondate», resterà presidente onorario delle due holding.

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