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Frode fiscale, indagati la famiglia Angelucci e i dirigenti del gruppo

La famiglia Angelucci è nei guai, dopo il rinvio a giudizio per l’affare di Velletri (padre, figlio, e venti collaboratori, l’accusa è di truffa da 160 milioni) arriva tra capo e collo una tegola di notevoli proporzioni, frode fiscale. Sotto inchiesta per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari il padre Antonio, i figli Giampaolo, Alessandro e Andrea e altre sei persone legate alla famiglia di imprenditori. Al centro dell’indagine dichiarazioni sulle impose omesse, fatture per operazioni inesistenti e appropriazione indebita. E’ la prima volta che gli inquirenti mettono in mezzo l’intero pacchetto, quello che in una foto storica che ha fatto a suo tempo il giro delle redazioni intimoriva o faceva sorridere, il padre con i tre figli a braccia conserte, sguardo profondo, vestiti scuri. Solo il padre e Giampaolo gestivano il potere, ma l’associazione a delinguere li mette tutti insieme. Con loro gli uomini di fiducia, i factotum, il cerchio magico, insomma , associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari e all’appropriazione indebita.
Ricapitoliamo. Sotto inchiesta ci sono Antonio Angelucci, editore, fondatore della Tosinvest e capostipite della famiglia proprietaria di cliniche, Rsa, Poliambulatori, imprese edilizie e di servizi, deputato di Forza Italia, i figli Giampaolo, Alessandro ed Andrea, Arnaldo Rossi, consulente del gruppo Tosinvest e factotum della famiglia Angelucci, Sergio De Benedetti, amministratore unico della Roma Global Service, Carlo Trivelli, presidente cda della società San Raffaele, Ernesto Monti, Louisella Antonia Moreschi e Jean Marie Verlaine, tutti del cda della ThSa. Questa mattina sono state anche perquisite le società Roma Global Service e San Raffaele.Secondo la procura di Roma i membri della famiglia Angelucci sarebbe stati i “capi e gli organizzatori dell’associazione per delinquere”. “Un sodalizio criminale – è detto nel decreto di perquisizione – nel quale i membri della famiglia Angelucci esprimono una posizione apicale”.
Al centro dell’inchiesta dei pm Ielo e Palazzi ci sarebbero l’omissione delle dichiarazioni sulle imposte, fatture per operazioni inesistenti e appropriazione indebita. Gli inquirenti, in particolare, hanno accertato l’omissione di imposte dirette ed indirette, tra il 2009 ed il 2013 – si legge nel decreto di perquisizione – della Th Sa, società residente in Lussemburgo, ma di fatto operante in Italia. Non solo, tra il 2007 ed il 2009 sarebbero stati indicati elementi passivi fittizi, nelle denunce dei redditi di Roma Global Service, rispettivamente per 5,6 milioni e 11 milioni di euro, mentre per quella del 2008 sarebbero state indicate fatture per operazioni inesistenti per 733 mila euro. Infine, i pm di piazzale Clodio contestano la presenza di elementi passivi fittizi nella denuncia dei redditi 2010 della San Raffaele per 6,2 milioni di euro e l’annotazione nella contabilità 2007 di fatture relative ad operazioni oggettivamente inesistenti emesse da Roma Global Service. Non è roba da poco, ma la famiglia da dieci anni a questa parte passa da una bufera finanziaria all’altra. Se la caverà questa volta?

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