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Venezia, in duemila paralizzano la Marittima per fermare le maxi navi da crociera

Copertoni colorati come salvagenti da lanciare a una una città che rischia di annegare nel mare in tempesta dell’inchiesta sulle tangenti del Mose. È l’immagine-simbolo della protesta messa in atto oggi da duemila aderenti al Comitato No Grandi navi per tornare a chiedere lo stop irrevocabile al passaggio delle navi da crociera davanti a Piazza San Marco e una inversione di rotta sulle grandi opere in laguna. Una manifestazione che ha saldato ‘animè diverse della città: gli antagonisti e gli ambientalisti, i secessionisti della prima ora capeggiati da Franco Rocchetta e quanti, senza nessuna bandiera, si battono perchè a Venezia la sagoma dei grattacieli del mare non si profili più a poche manciate di metri dal ‘salotto buonò della città. Gli aderenti al Comitato No Grandi Navi, che nel settembre scorso si esibirono in un tuffo in laguna per stoppare le navi, hanno scelto la rivolta colorata e rumorosa, rappresentata da un autentico muro umano che ha impedito per tutto il pomeriggio ai crocieristi che dovevano imbarcarsi di varcare i cancelli della Stazione Marittima. «Portate un libro, uno strumento musicale, un gioco di società, racchettoni da spiaggia, tutto ciò che viene in mente per distrarsi per qualche ora – recitava il volantino di invito alla protesta -. Portate un cuscino per stare comodi, dobbiamo stare seduti il più possibile». Tutto si è svolto pacificamente, sotto gli occhi delle forze dell’ordine, anche se più di un turista, soprattutto straniero, ha perduto la pazienza e tentato in tutti i modi di superare lo sbarramento, preoccupato di perdere il viaggio già pagato. Una situazione che il consigliere comunale Beppe Caccia, presente alla protesta, ha giudicato «molto grave, una sorta di provocazione». «Nonostante si sapesse da settimane dell’iniziativa – accusa – Venezia Terminal Passeggeri e Cruise Venice hanno fatto giungere come niente fosse sino ai cancelli decine di crocieristi con i loro trolley». Per Cruise Venice la sfida è stata invece quella del Comitato, mentre i disagi per le navi sono stati limitati ad un ritardo delle partenze sino ad un’ora. «La vera provocazione è stata la loro – replica il presidente Davide Calderan – . Non si può considerare pacifico minacciare turisti che non c’entrano nulla e neppure far rischiare il posto di lavoro a migliaia di persone che operano a Venezia nel settore delle crociere». Ora i No Grandi Navi sono pronti a rilanciare, sulla scia della questione Mose. «L’appuntamento è a una data da definire in un campo di Venezia – anticipa Caccia – per una grande assemblea che avrà per tema le azioni da intraprendere per allontanare definitivamente i colossi del mare da Venezia e bloccare le grandi opere».

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