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Michelle Obama in politica? Lei nega, le voci corrono

«Hillary sì Hillary no» è il tormentone del momento negli Stati Uniti, in attesa che l’ex first lady, moglie di Bill Clinton, decida se correre o meno per la Casa Bianca. Ma ben presto il dilemma numero uno negli Usa potrebbe diventare un altro: «Michelle sì, o Michelle no?» Sì, perchè le voci su una discesa in campo di Michelle Obama (non certo per la Casa Bianca, almeno per il momento) si rincorrono oramai da tempo. Voci su un suo impegno attivo in politica che – secondo diversi osservatori – potrebbe sfociare in una futura candidatura al Congresso. E la prima data utile – si vocifera a Washington – potrebbe essere quella del 2016, quando il marito Barack sarà al termine della sua esperienza da presidente e Michelle potrebbe correre per un seggio al Senato nello stato dell’Illinois, la casa degli Obama, che prima di approdare nella capitale Usa vivevano a Chicago. In pratica, l’attuale first lady proverebbe a seguire le stesse orme della ex first lady Hillary Rodham Clinton, senatrice per due mandati consecutivi dal 2001 al 2009. E la storia delle due avvocatesse potrebbe incrociarsi proprio nella campagna elettorale per il voto del 2016, quando gli americani si recheranno alle urne per scegliere il nuovo presidente e per rinnovare parte del Congresso. Fino a oggi Michelle Obama ha sempre negato un suo futuro in politica. E finora, a chi le ha chiesto se un giorno avesse corso per la presidenza ha sempre risposto: «Assolutamente no». Di fronte alla stessa domanda, solo pochi giorni fa, Barack Obama ha affermato: «Michelle non si candiderà mai. Se lo facesse direi che un extraterrestre si è impadronito di lei». Ma chi sostiene la tesi della imminente svolta sottolinea come la moglie del presidente sia ogni giorno più attiva, e come il ruolo di first lady le cominci a stare sempre più stretto. Solo negli ultimi tempi. Michelle ha compiuto senza il marito un viaggio ufficiale in Cina, accompagnato dalla madre e dalle figlie. Poi sul New York Times ha insolitamente attaccato – e in maniera dura – i repubblicani in Congresso, rei di boicottare la sua campagna contro il cibo spazzatura nelle scuole. E ancora, parlando dei veterani proprio ieri è ricorsa a toni più che appassionati, definendo «una vergogna» che ci siano decine di migliaia di reduci di guerra senza una casa, costretti a dormire in auto o nei centri di accoglienza. Per non parlare della campagna lanciata su Twitter per la liberazione delle ragazze rapite in Nigeria. Insomma, per molti si tratta di spie e segnali molto chiari, che indicano come di Michelle Obama si continuerà a sentir parlare anche dopo il 2016. E non solo da ex first lady.

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