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MONDIALI/ Camerun in rivolta per i premi ma lo “sciopero” rientra. Squadra partita

È durata quasi 24 ore, ma poi è rientrata, la rivolta del Camerun, una nazionale che spesso fa parlare di sè non solo per il calcio giocato. In un primo momento i «leoni», guidati dal capitano e assoluto leader Samuel Etòo, avevano deciso di non partire per il Brasile senza prima aver ottenuto una parte dei premi assegnati dalla Fifa per la partecipazione ai Mondiali. In seguito i confronti con la Federazione e con il Governo, sempre al centro delle questioni della nazionale, hanno riportato la «pace» e la squadra ha dato l’ok per volare in Sudamerica, riproponendo così un copione già visto prima del Mondiale 2002 in Estremo Oriente. I primi «segnali» c’erano stati ieri sera, in occasione della gara amichevole, poi vinta 1-0, contro la Moldavia, con una vigilia alquanto movimentata e le prime minacce di ammutinamento. Poi il Camerun è sceso in campo, ma senza Etòò, visto solo per pochi minuti allo stadio di Yaoundè: il giocatore del Chelsea – che in passato ha vissuto in solitudine alcuni ritiri della nazionale temendo «attentati» da parte dei suoi stessi compagni – nel 2011 fu «squalificato» dalla federazione per 15 giornate per aver incitato la squadra a rifiutare, sempre per una questione di premi – una trasferta in Algeria per un’amichevole. Assenti anche Choupo-Moting e il portiere Itandje. E poi alla fine della partita, i giocatori hanno subito lasciato il terreno di gioco e sono andati via senza ascoltare, come programmato, i discorsi delle autorità locali. Solo, in mezzo al campo, il tecnico, il tedesco Volker Finke, a ricevere la bandiera nazionale dalle mani del Primo ministro, in una cerimonia che precede solitamente la partenza. Tutto è poi precipitato nelle ore precedenti alla prevista partenza, con la decisione di non volare verso il Brasile. Ore di colloqui, anche molto duri, e poi, però, il dietrofront della squadra, che ha deciso di partire. L’accordo calciatori-federazione sarebbe stato raggiunto su queste basi: per la partecipazione al Mondiale a ogni giocatore del Camerun andrebbe una cifra pari a circa 70 mila euro, più un premio per l’eventuale piazzamento fra le prime quattro. A buttare acqua sul fuoco ci ha pensato Finke: «È una di quelle cose che in qualche nazionale succedono, e certi problemi per le squadre africane diventano più complicati. Quindi ci vuole più tempo per risolverli, ma adesso è tutto a posto e oggi stesso voleremo verso il Brasile: i miei giocatori sono soddisfatti. Il Camerun giocherà ai Mondiali, tutto è stato troppo ingigantito da certa stampa». Storia chiusa, almeno per ora, e si può quindi tornare a pensare al calcio giocato e al sogno del Camerun (che, prima africana nella storia, raggiunse i quarti a Italia ’90) di migliorare se stesso e di entrare proprio tra le primi quattro, conquistando una semifinale che, per il Continente africano, sarebbe storica.

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