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RIFIUTI/ Pionieri italiani del riciclo a caccia di partners nella Ue

Due eco-progetti made in Italy pionieri del riciclo sono a caccia di partner per decollare in Europa. Una compostiera che si installa come una mini-lavatrice in un appartamento e un sistema che tratta gli scarti dei frantoi oleari per produrre fertilizzante di qualità: queste le due tecnologie che la Commissione europea ha cofinanziato e poi messo in mostra alla Settimana verde a Bruxelles. Entrambe hanno un enorme potenziale di mercato, basti pensare alle migliaia di comuni alle prese con la raccolta differenziata di tonnellate di rifiuti urbani e ai circa 12mila frantoi in Europa. La compostiera del progetto N.O.WA.S.T.E., che sarà testata quest’estate da mille famiglie dei comuni di Gaggi, Castelmola e Melilli in Sicilia, non genera cattivi odori e toglie l’organico dalla discarica, riducendone il volume del 70%. Quel che viene raccolto poi viene conferito ad un biodigestore, che mentre produce compost preleva anche biogas e produce energia. Dopo l’Italia, è pronto a sbarcare in altri Paesi Ue anche Tirsav Plus (www.tirsavplus.eu). «Ci interessa promuovere a livello europeo il nostro progetto, che si occupa del recupero degli scarti di lavorazione dei frantoi oleari: le sanse e le acque di vegetazione, un problema importante dal punto di vista ambientale e gestionale» spiega Antonio Feola, project manager di Tirsav Plus, che ha coinvolto una ventina di frantoi all’interno del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

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