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MOSE/E’ bagarre in consiglio a Venezia: Orsoni, dimettiti

Lo scandalo del Mose approda in consiglio comunale a Venezia e arroventa il dibattito tra opposizione e maggioranza sul futuro politico della città. La prima assemblea municipale senza il sindaco Giorgio Orsoni, ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della magistratura, ha vissuto momenti di forte tensione questo pomeriggio quando il pubblico ha contestato le parole del sindaco reggente Sandro Simionato, costringendo il presidente Roberto Turetta a sospendere i lavori. È bastato che il vice di Orsoni affermasse che si stanno vivendo «ore difficilissime» per far partire dalla parte della sala aperta al pubblico, di cui erano parte anche simpatizzanti di forze d’opposizione, una bordata di fischi e frasi come «avete appoggiato un bandito», «siete complici», «ci avete fatto vergognare, andate via», «Manca Ali Babà, lì in mezzo». Il coro unanime è venuto poi alla parola «vergogna». In una situazione che si è fatta sempre più incandescente, Simionato ha tentato una difesa del primo cittadino ai domiciliari («noi tutti abbiamo conosciuto in questi quattro anni una persona che nella sua attività di sindaco ha agito e ci ha chiesto di agire in nome della trasparenza e della correttezza amministrativa»), ma quando ha pronunciato il suo nome è partita una ‘mitragliatà di fischi. Ben più dura la ‘sentenzà del pubblico («lei sta offendendo la magistratura») quando il sindaco reggente ha detto che Orsoni «potrà dimostrare la totale estraneità ai fatti». Di fronte ad una mozione firmata da 11 consiglieri di opposizione sui 24 in aula che chiedevano le dimissioni del sindaco-avvocato, la maggioranza ha cercato di imporre la linea dell’approvazione di una serie di atti già istruiti «per dare un respiro di speranza e fiducia – le parole di Simionato – alla città». A partire dall’approvazione del bilancio di previsione per finire con quella del consuntivo 2013 entro giugno, pena lo sforamento del patto di stabilità 2014. Passando per la delibera di costituzione della newco per l’acquisizione delle aree di proprietà Syndial funzionali alla riconversione industriale e senza tralasciare il tema delle Grandi Navi, con la possibile convocazione di un Comitatone sulla questione. «L’amministrazione Orsoni appartiene al passato – ha ribadito il consigliere Jacopo Molina del Pd – e la sua esperienza politica si è conclusa il 4 giugno, Auspico che il rassegni le dimissioni». Una richiesta ripetuta anche da Gian Luigi Placella a nome del M5s. «Orsoni è oggettivamente responsabile – ha affermato – del disastro morale in cui ha trascinato il nome di Venezia».

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