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DIETRO I FATTI/ Ma dove trova i soldi Zingaretti per le sue “campagne”?

Onore al merito di Affari Italiani, il primo giornale online italiano che di tanto in tanto spara degli scoop di livello, come quello sulle ultime spese del governatore Zingaretti per le sue “campagne”. Non c’è un euro ma per promuovere determinate iniziative e per tenere sotto controllo i media i soldi saltano fuori. Anche per il giornale di Storace (teoricamente di stretta opposizione), anche per La Notizia, pregevole ma ai minimi sul piano commerciale. Chi è “fuori” si conta sulle dita di una mano, provare per credere. Affari documenta tutto e allega delibere e documenti. Qualcuno spieghi perchè il governatore del Lazio con procedura d’urgenza spende 39 mila euro per la realizzazione di cartelli per le Case della Salute alla società del Gran Teatro di Roma, lancia una campagna anti-burocrazia per 50 mila euro. E gratifica tutta la carta stampata dell’arco costituzionale
Partiamo dalla sanità. La determinazione di spesa (che affaritaliani.it documenta) è stata proposta il 25 febbraio scorso e approvata il 26 con tempi da record del mondo. Le Case della Salute sono tre, Sezze, Rocca Priora, Pontecorvo, la quarta, quella V Municipio di Roma, non è ancora sistemata. Ma la Giunta decide di utilizzare la procedura d’urgenza, quella che insomma bypassa gare e concorrenza. Scrive la direttrice regionale del Servizio Acquisti, l’avvocato Elisabetta Longo: “.. considerato che è necessario provvedere a tale intervento al fine di uniformare l’identità visiva delle sopracitate quattro case, attraverso elementi di marcatura segnaletica evidenti e di facile riconoscimento, rappresentando queste ultime il soggetto principale del nuovo modello di Sanità e che pertanto è stato chiesto apposito preventivo alla ditta G.V. Srl…”. Dunque cartelli, segnaletica, secondo una filosofia di brand image che deve convincere i cittadini della qualità della Sanità del Lazio, a partire dall’immagine. E chi meglio della società che gestisce il Gran Teatro di Roma può realizzare il progetto? Se poi aggiungiamo che la società che cura mostre ed eventi fa capo al presidente della sezione Cultura e Spettacolo della Cna, diretta dall’amico e sodale di partito Lorenzo Tagliavanti, il gioco è fatto. Il filo della conclusione lo tira Affari Italiani, ma come non condividere? Si perpetua un modo d’agire – magari legittimo – ma sicuramente scivoloso e umertoso. Gli scandali non insegnano niente? Come non pensare che i pluri indagati che appartengono al cerchio magico del presidente siano imcapaci di muoversi in maniera lineare? Si comportano così anche nel quadrante sanitario, dividendo buoni e cattivi, premiando gli amici e mettendo alle corde chi non si piega?
E veniamo alla questione media. Zingaretti estrae dalla cassa della Regione 50 mila euro più spiccioli per finanziare l’immagine dell’efficienza e della lotta alla burocrazia. Immagine della quale la Regione Lazio non può certo vantarsi, ma tutto fa brodo. E ogni iniziativa viene sparata e amplificata, anche la più semplice e routinaria. Tra le concessionarie dei principali quotidiani, elencate nella determinazione di spesa del 7 maggio scorso spuntano “amici e nemici”. Tra Repubblica, Messaggero, Corriere e persino Il Sole 24 Ore (ma il dorso dedicato alle Imprese), c’è spazio per Ciociaria Oggi, Latina Oggi, Corriere di Rieti, Corriere di Viterbo, Corriere Laziale, La Notizia, La Provincia, Qui Magazine e, a sorpresa il Giornale De La Destra. Affari si permette un ultimo sberleffo: per questa spesa non si richiede la pubblicazione sul Bollettino della Regione, quindi non è notizia destinata ad uscire dalla stretta cerchia degli addetti ai lavori. Niente ufficialità. In fondo, a che serve?

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