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Femori, infarti, parti cesarei, nel Lazio prima inversione di tendenza

Marina Davoli

Interventi al femore più rapidi, offerta di angioplastica negli infarti più ampia e con un tasso di mortalità inferiore, diminuzione dei parti cesarei primari. Sono tre risultati ottenuti dal Sistema sanitario regionale del Lazio in sei mesi (giugno-dicembre 2013), tre obiettivi che erano stati indicati dal governatore Nicola Zingaretti nelle «regole d’ingaggio» dei nuovi direttori generali, dai quali dipendono per loro sanzioni e premialità. I dati, presentati stamattina in conferenza stampa, sono contenuti nel nuovo sistema di valutazione che è attivo da oggi sulla home page del sito della Regione Lazio. Un aggiornamento del ‘Programma regionale di valutazione degli esiti degli interventi sanitari del Laziò (Prevale) che si presenta da oggi con due novità: gli addetti ai lavori potranno verificare mese per mese l’andamento delle strutture in merito alle prestazioni erogate. La seconda novità è relativa ai percorsi di cura: una sezione del sito monitorerà le cure prestate, verificando che i pazienti vengano seguiti secondo gli standard internazionali. Il Lazio è così una delle prime Regioni che attuano in Italia il “Decreto Balduzzi”, che dà mandato alle Regioni di promuovere un sistema di monitoraggio delle attività assistenziali. A presentare i dati, insieme al presidente Zingaretti e alla presenza del subcommissario di governo alla Sanità Renato Botti, la direttrice del dipartimento di Epidemiologia Lazio Marina Davoli, la direttrice della Programmazione sanitaria Flori Degrassi e il coordinatore della Cabina di regia regionale sulla sanità Alessio D’Amato. Nel dettaglio, la proporzione di fratture di femore operate entro le 48 ore è passato dal 16% del 2009 al 38% del primo semestre del 2013, fino al 45% nel secondo semestre del 2013. Permane una grossa variabilità tra Asl di residenza, da un massimo del 57% (Asl Roma C) a un minimo del 12% (è il caso dell’Asl di Frosinone). La tempestività nella cura del femore, ha sottolineato più volte Zingaretti, è importante anche dal punto di vista economico, perchè curare subito e in modo efficace un anziano significa in prospettiva un risparmio significativo per le casse regionali in termini di terapie successive. L’offerta di interventi di angioplastica primaria negli infarti acuti del miocardio, poi, è passata dal 16% del 2009 al 32% del primo semestre 2013 e al 38% nel secondo semestre del 2013. In questo caso si è osservata anche una riduzione della eterogeneità per popolazione, con una variazione per Asl di residenza nel 2013, con proporzioni che variano da un minimo del 27% a un massimo del 42%. Il tasso di mortalità a 30 giorni è diminuito, ha riportato Davoli, di «più di un punto». Infine, nella proporzione di parti cesarei primari si è osservata una diminuzione, partendo dal 34% del 2009 fino al 31% del primo semestre 2013 e 30% nel secondo semestre del 2013. Anche in questo caso si osserva una variabilità per Asl di residenza, con proporzioni che variano da un minimo del 25% ad un massimo del 36% (nella Asl Roma A). «Sembra un piccolo risultato – ha spiegato ancora Davoli – ma nel caso dei cesarei è un comportamento più difficile da modificare, e bisogna lavorare molto con gli operatori».
Alessandra Tardiola

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