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Responsabilità civile dei magistrati passa alla Camera. I franchi tiratori fanno la differenza

Governo battuto, una trentina di franchi tiratori targati Pd hanno impallinato Renzi. E così passa la responsabilità civile dei magistrati. L’aula della Camera ha approvato a voto segreto, con 187 sì e 180 no, l’emendamento in tal senso della Lega alla legge Comunitaria. La Lega aveva chiesto il voto segreto sul suo emendamento, riferito all’articolo 26 della Comunitaria. I deputati di M5S si sono astenuti. Governo e commissione avevano espresso parere contrario.
In base al testo approvato, proposto dal leghista Gianluca Pini, «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che dertivino da privazione della libertà personale». Ettore Rosato del Pd, alla richiesta di convocazione del comitato dei Nove da parte di FI, ha detto che «questo testo deve ancora passare al Senato, dove verrà modificato».

C’è lo zampino di almeno 34 ‘franchi tiratori’ del Pd nel voto alla Camera che ha visto il governo battuto su un emendamento della Lega sulla responsabilità civile dei giudici. Al momento del voto, con scrutinio segreto, erano infatti presenti in Aula 214 deputati del Pd su 293. Ma i no all’emendamento sono stati solo 180. Se si considera poi che tra i contrari all’emendamento ci sono anche alcuni deputati di Sc e Sel, due gruppi che hanno votato in ordine sparso, i dem che si sono astenuti o hanno votato a favore sono anche di più.
«Presenta evidenti profili di illegittimità costituzionale» la norma sulla responsabilità civile diretta dei giudici introdotta dalla Camera – sostiene l’Anm (Associazione nazionale magistrati) – Ed è grave e contraddittorio che si indebolisca l’azione giudiziaria proprio mentre la magistratura è chiamata a un forte impegno contro la corruzione».
«La responsabilità civile diretta nei confronti dei magistrati costituisce una lesione al principio dell’indipendenza – dice il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli – perché finisce con il condizionare i giudici, nei cui confronti ha una forza intimidatoria. Non ha precedenti in altri ordinamenti e si presta a usi strumentali: nel senso che la possibilità di promuovere un’azione civile diretta potrebbe essere utilizzata per liberarsi di un magistrato ritenuto scomodo». Proprio per queste ragioni il leader dell’Anm ritiene che una riforma di questo tipo non possa essere varata dal Parlamento: «I profili di illegittimità costituzionale sono così evidenti che non credo che questa norma possa essere definitivamente approvata. Mi preoccupa però – aggiunge Sabelli – il segnale che viene dato: quello di un indebolimento dell’azione giudiziaria proprio mentre la magistratura è impegnata nel contrasto alla corruzione e in forte contraddizione con la volontà di rafforzare il ruolo dell’autorità anti-corruzione».

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