| categoria: sanità

Frena la spesa sanitaria, ma acquisti ancora con segno più

Frena la spesa sanitaria in Italia, che fa registrare una diminuzione dell’1% nel trimestre 2010-2013 assestandosi a 109 miliardi 254 milioni euro. Questo il dato che emerge dal primo rapporto della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa sanitaria. In particolare – emerge dal rapporto – la spesa per il personale ammonta a 36 miliardi 24 milioni euro, con una diminuzione del 2,1% nel triennio 2010-2013, mentre quella per i beni e servizi, compresi i farmaci ospedalieri, aumenta dell’1,6% negli ultimi tre anni, arrivando a toccare i 29 miliardi 270 milioni di euro. Scende la spesa farmaceutica convenzionata, per la quale si sono spesi nel 2013 8 miliardi 637 milioni di euro, con un calo del 7,5% in rapporto agli ultimi tre anni, mentre i costi per la medicina di base diminuiscono dell’1,5% su base triennale. Nel rapporto vengono diffusi anche i risultati di alcune verifiche effettuate nei mesi scorsi sui sistemi sanitari regionali non sottoposti a piano di rientro da debito sanitario: ne emerge che le Marche e l’Umbria sono le regioni più «in salute» in termini di bilancio sanitario, con un avanzo pari rispettivamente a 32 milioni 141 mila euro e 24 milioni 62o mila euro. A seguire la Lombardia, con un avanzo di 10 milioni 261 mila euro, il Veneto di 7 milioni 584 mila euro e la Liguria, che aveva un forte disavanzo, pari a 91 milioni 345 mila euro, ripianato con fondi regionali che hanno prodotto alla fine un avanzo di 5 milioni 655 mila euro. Poi, in un’ideale «classifica», la Basilicata , che presentava anch’essa una perdita, pari a 3 milioni 401 mila euro, coperta da alcuni utili e da un rifinanziamento in corso di approvazione con legge di bilancio, che la porta alla fine ad avere un avanzo di 2 milioni 599 mila euro, l’Emilia Romagna, che ha un avanzo di 1 milione 256 mila euro, e la Toscana, un avanzo pari ad appena 30mila euro. Per quanto riguarda le regioni in piano di rientro dal deficit sanitario invece, il rapporto segnala che nel Lazio il risultato d’esercizio 2013 presenta un disavanzo di 702 milioni e 890 mila euro, che in seguito a correttivi tecnici e massicce coperture fiscali è diventato un avanzo di 177 milioni e 416 mila euro.Gravi criticità registra ancora la Sicilia, dove il risultato di gestione prima delle coperture è stato calcolato in un disavanzo pari 102 milioni e 268 mila euro, e la Calabria, dove, anche grazie alle tasse «salate» pagate dai contribuenti, 109 milioni e 398 mila euro, il risultato di gestione a fine 2013 evidenzia un avanzo di 78 milioni e 772 mila euro che vanno a coprire parte del debito pregresso. Arranca ancora il Molise, che presenta un disavanzo di 51 milioni 743 mila euro: nonostante le aliquote fiscali relative all’anno d’imposta 2014 resta un disavanzo non coperto di 27 milioni 627 mila euro. Non va tanto meglio per il Piemonte: il risultato di gestione 2013 presenta un disavanzo di 41 milioni e 865 mila euro che, in seguito al conferimento delle coperture per 50 milioni di euro, fa registrare un avanzo di 8 milioni e 135 mila euro,mentre la Puglia presenta un disavanzo di 39 milioni e 574 mila euro ma ha predisposto misure di copertura per 46 milioni 630 mila euro. Infine, la sanità regionale campana presenta un avanzo di 6 milioni e 143 mila euro che, con le coperture derivanti dalla massimizzazione delle aliquote fiscali, arrivano a 60 milioni e 142 mila euro, mentre l’Abruzzo presenta un avanzo di 341 mila euro per il 2013, anche se permangono criticità per gli anni 2011 e 2012.

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