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Nubi sul S.Raffaele di Olbia ma la Regione conferma, avanti tutta

Pancia a terra e al lavoro per chiudere positivamente il dossier San Raffaele di Olbia entro il 24 giugno, data nella quale, con tutte le carte in regola, la Qatar Foundation Endowment dovrebbe iniziare ad acquisire la struttura ospedaliera privata, con un investimento di 1,2 miliardi di euro ‘battezzatò dal premier Renzi, sapendo su quanti posti letto e su quali specializzazioni potrà contare. La Regione Sardegna va avanti, a «tappe forzatissime» sin da fine maggio, «per mantenere quanto annunciato, offrendo un esempio di affidabilità che ha pochi paragoni nel panorama nazionale». Il San Raffaele resta una «priorità» per la Giunta di centrosinistra guidata da Francesco Pigliaru. Una replica alle notizie di stampa secondo le quali sarebbe possibile un disimpegno degli investitori del Qatar per presunti veti dell’assessorato della Sanità sulla creazione di alcuni reparti (cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva e posti letto per la riabilitazione). Il governo regionale ha già messo le mani avanti sin dalla firma della pre-intesa a Palazzo Chigi: occorre riorganizzare contestualmente la rete ospedaliera attraverso quello che oggi definisce «un percorso che deve essere armonico con il processo di razionalizzazione» degli ospedali nell’Isola. Questo ha ribadito nei tavoli tecnici e questo ha precisato oggi dopo che il Corriere della Sera aveva parlato di un investimento da 1,2 miliardi di euro «traballante». Alla Sardegna manca, però, un piano di rete ospedaliera dopo che quella parte del Piano sanitario varato dalla Giunta Soru nel gennaio 2007 era stato cassato dal Tar. Anche allora si parlava del San Raffaele di Olbia, ma a fronte dei 260 posti letto ipotizzati oggi, nel 2007 si prevedeva una dotazione tra i 150 e i 180, un’offerta «strettamente integrata» con quella ospedaliera pubblica, «operante – si legge nel Piano – nell’area medica, nell’area chirurgica e nell’area della riabilitazione» (nefro-urologia con indirizzo oncologico, neuroscienze, chirurgia vascolare e un centro dialisi). Oggi occorre fare i conti con la spending review che ha tagliato il numero dei posti letto sino a 3,7 per 1.000 abitanti. Secondo i dati del ministero della Salute all’Isola spettano 5.976 posti letto (4.846 per acuti e 1.131 post acuti), 1.291 in meno rispetto al 2012. Ed è da qui che occorre ripartire. Nel frattempo infuria la polemica politica. L’ex governatore Ugo Cappellacci (Fi), apripista del pre-accordo con il Qatar, attacca «la sinistra che si è appuntata da sola al petto le medaglie della serietà, della concretezza e dell’efficienza, prima ha firmato solennemente un atto a Palazzo Chigi e poi, richiamata all’ordine dai baroni, dai capibastone di partito e dagli immobilisti di professione, in pochi mesi manda in malora il frutto di anni di lavoro». Nel mirino il Pd, accusato di avere un’«atteggiamento miope e campanilista di alcune frange». Il centrodestra chiede chiarezza e sollecita il presidente Pigliaru a presentarsi in Consiglio regionale «per fugare i troppi dubbi» su un’operazione cruciale per lo sviluppo dell’intera Sardegna.

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