| categoria: Roma e Lazio

Da nove giorni accampati a Santa Maria Maggiore, si muovono i movimenti per la casa

Da nove giorni di attesa e silenzio hanno deciso di far sentire la loro voce e lo faranno domani con un presidio davanti la prefettura della Capitale per dire no « alla proposta indegna» di una sistemazione provvisoria alla ex Fiera di Roma. Sono le famiglie sgomberate della Capitale che da 9 giorni vivono nella Basilica di Santa Maria Maggiore, diventata la loro nuova casa. Da quando, dopo lo sgombero dell’edificio occupato di Torre Spaccata, nella periferia della Capitale, in cui vivevano, hanno deciso di rifugiarsi in un luogo sacro e di chiedere asilo al Papa. In tutto cinquanta le famiglie (italiane e straniere) con 15 bambini, che non hanno nessuna intenzione di andar via fino a quando il Campidoglio non fornirà una sistemazione che ritengano adeguata. «Finora il Comune ci ha proposto solo alternative inaccettabili – spiega Magdalina, una delle mamme all’interno della chiesa – Prima l’accoglienza solo per donne e bambini, poi l’ipotesi di andare nel centro dell’ex Fiera di Roma. È un posto indegno dove, da quello che ci risulta, ci sono stati anche casi di tubercolosi». L’ultimo incontro con gli esponenti dell’Amministrazione capitolina risale a ieri. «Una delegazione ha parlato con il vice sindaco Luigi Nieri e con l’assessore alla Casa, Daniele Ozzimo – racconta Luciano Iallongo dei Blocchi precari metropolitani – hanno proposto di ospitare le famiglie nell’ex fiera di Roma per un periodo limitato, di circa due mesi. L’ipotesi è stata bocciata visto che si tratta di un capannone con all’interno brande e dove c’è stato un caso conclamato di tubercolosi». I movimenti hanno indicato come alternativa un altro edificio. «È vuoto e si trova su Lungotevere della Farnesina, ma dal Comune hanno rifiutato perchè sostengono che hanno la precedenza altre famiglie che aspettano da più tempo – prosegue Iallongo -. Per il momento non ci sono in programma altri incontri». E intanto domani pomeriggio i movimenti hanno organizzato un presidio ‘a microfono apertò davanti alla prefettura per «denunciare la situazione del Cara e le problematiche relative al Piano Casa». A portare la propria solidarietà alle famiglie è stata oggi suor Paola, la religiosa diventata famosa in tv per essere una supporter della Lazio, che si è recata in visita alla Basilica. «Ha regalato merendine e biscotti ai nostri bambini – racconta Magdalina – Il suo incoraggiamento ci ha dato speranza per il futuro». Dopo una preghiera la suora, accompagnata da una decina di bambini, è uscita all’esterno per parlare con le famiglie. Nella delegazione anche Sonia Bruganelli, moglie del presentatore televisivo Paolo Bonolis. «Noi ringraziamo suor Paola e chi ci sta accogliendo, ma sappiamo bene che non può essere questa la soluzione » prosegue Magdalina.

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